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[Harry Potter] Wishful Thinking

Titolo: Wishful Thinking
Fandom: Harry Potter
Personaggi: Severus Piton, Harry Potter
Parte: 1/2
Rating: NC17
Conteggio Parole: 1651
Betaknockwavebaka_chibitalia
Riassunto: Il professor Piton scopre di essere l'oggetto delle fantasie di nientemeno che il tanto disprezzato Harry Potter. Quella che sperava essere una fase passeggera si trasforma ben presto in una lenta tortura psicologica che rischia di spingerlo oltre il limite del proprio autocontrollo, risvegliando impulsi che non sospettava nemmeno di possedere...

Note: Avvertimenti e contenuti generali: Dubcon, angst, relazione adulto/minore. Relativi a questa parte: UST, pensieri osé, “tortura” psicologica ai danni di Piton XD. Originariamente scritta per la sagra del kink, non sono riuscito a combinare nient'altro ._. shame on me

Posto ora questa prima parte per il seguente semplice motivo: in tal modo il mio senso di colpa accrescerà per il mancato completamento della seconda parte, e (si spera) sveltirà il processo (anche perché finire linciato dai lettori in fase di UST non è fra i miei desideri principali XDDD)

                                                   




(Labbra sottili che si chiudevano su quelle più turgide di qualcun altro, lingue che scorrevano l'una sull'altra, mentre mani sapienti scivolavano sotto la divisa scolastica...)
Il Professor Piton inarcò le sopracciglia, scacciando quelle immagini dalla mente come una mosca fastidiosa.
“Qualcuno qui ha tempo da sprecare in fantasie...” si disse, arricciando appena un angolo della bocca.
La prima lezione dell'anno, e già gli toccava di nuovo cominciare a schivare l'immaginazione fervida di ragazzini in pieno sviluppo ormonale.
In momenti come quello invidiava Madama Bumb, che insegnava soltanto agli allievi del primo anno; generalmente questi erano troppo stravolti dall'esperienza della magia se Nati Babbani o troppo eccitati all'idea di essere finalmente ad Hogwarts per fantasticare su qualcosa di più estremo di Cioccorane e Succo di Zucca e Gelatine Tuttigusti+1.
Sfortunatamente, la classe in cui si ritrovava al momento era composta da quindicenni, e sia le ragazze che i ragazzi propendevano sempre di più per sogni ad occhi aperti sempre meno casti.
Come se ciò non bastasse, si trattava proprio di quella classe...
(La pelle di qualcuno fremeva al tocco dell'altra persona, come se quel contatto accendesse un fuoco segreto e selvaggio dentro di lui...)
Le fantasie erano diverse dalle intenzioni, dai pensieri e dai ricordi, che necessitavano almeno un lieve sforzo attivo da parte sua per essere captati; le fantasie, invece, aleggiavano nell'aria come i fumi delle pozioni, e lo colpivano con zaffate pungenti, insinuandosi con prepotenza nella ricezione dei suoi sensi.
(“Professore...”)
Severus Piton si bloccò all'istante, guardò intorno.
“Come?” pensò, stupefatto.
Adesso era molto vicino al trio più famoso Grifondoro, quello che rendeva le sue lezioni con quella particolare classe più detestabili delle altre.
(Mani dalle dita affusolate, che accarezzavano la pelle chiara di un ragazzo con maestria, come se fossero esistite solo per quello scopo...)
L'uomo aggrottò maggiormente le sopracciglia, scoccando un'occhiata a Potter.
Questi ricambiò il suo sguardo con fermezza, eppure le sue guance si arrossarono come se l'uomo l'avesse appena colto in flagrante a fare qualcosa di vietato o di imbarazzante.
(Occhi neri come la pece, che gli trafiggevano l'anima come spilloni affilati, facendolo sentire nudo anche quando era vestito...)
- Potter, ti stai concentrando sulla pozione?
Il ragazzo sussultò, rischiando di rovesciare una boccetta di bava di rospo.
- Certamente, professore
- Ah, dunque l'aggiunta delle radici di asfodelo è stata intenzionale? Certo non è una novità per te il cercare di essere al centro dell'attenzione, ma sabotare la propria pozione senza conoscere le conseguenze delle proprie azioni, beh, direi che ti fa raggiungere un nuovo apice di stupidità...
Il rossore sulle guance del ragazzo si fece più intenso mentre i Serpeverde scoppiavano a ridere malevoli alle parole del professore.
- Dieci punti in meno a Grifondoro per la tua disattenzione, Potter, – sentenziò Piton, allontanandosi, ma non prima di percepire qualcos'altro...
(La voce dell'uomo contro l'orecchio, il suo tono autoritario e sarcastico, quelle mani dai gesti sapienti ed insistenti fra le sue gambe...)
…che per poco non lo fece andare a sbattere contro il banco di Finnigan per lo shock.
(“Ma che reazione indecente, Potter...”)



Dovendo insegnare a classi di adolescenti più o meno nel pieno dello sviluppo, non era la prima volta nella sua carriera che captava involontariamente frammenti di fantasie erotiche, e di certo non era stata la più sconcertante; tuttavia, mai prima di allora gli era capitato di esserne il soggetto principale.
E da parte di quello studente, poi!
“Cosa diamine passa per quella testa bacata!?”
Se non si fosse trattato di Potter avrebbe potuto pensare ad uno scherzo o ad un deliberato tentativo di sconcertarlo, ma quella testa di latta non era sicuramente capace di certe sottigliezze.
No, quell'insulso ragazzino doveva aver covato in qualche modo una strana fascinazione nei suoi confronti, forse durante l'estate, di cui non si era fortunatamente accorto durante le sue breve permanenze a Grimmauld Place prima dell'inizio della scuola.
Certo che era assurdo! Di tutti i professori, proprio lui?
“Quell'idiota è forse masochista!?”
Non sarebbe stata la perversione più strana che avesse incontrato, ma non era quello il punto.
Il punto era che quello era lo stupido Potter.
Lo stupido Potter aveva fantasie sessuali su di lui.
Questo era davvero troppo!
L'ultima cosa di cui aveva voglia era diventare l'oggetto dell'ultima cottarella adolescenziale del figlio dell'uomo che aveva più detestato, e dell'unica donna che avesse sempre amato.
Forse Potter si era fatto un'idea sbagliata perché era nell'Ordine? Forse l'aveva in qualche modo rivalutato, aveva pensato che fosse diverso...
“Se di questo si tratta, spezzerò la sua illusione molto presto!”


- Quindici punti in meno a Grifondoro, Potter. Ah, e ovviamente mi aspetto di rivederla qui stasera alle sei, per sperimentare di persona il duro lavoro che occorre per selezionare e ripulire con cura gli ingredienti che lei ha appena ingiuriosamente sprecato...
Le labbra dell'uomo si arricciarono maligne dopo aver pronunciato quella sentenza; quelle di Potter si assottigliavano, mentre abbassava gli occhi verso il disastro che aveva tentato di prevenire.
- Ma non è giusto! - esclamò Hermione, infervorandosi.
- Signorina Granger, da quando lei è la depositaria di ciò che è giusto o sbagliato? Dieci punti in meno per la sua arroganza ed altri dieci per la sua intromissione.
Sapeva benissimo che non era giusto. Sapeva anche che il responsabile principale dell'incidente era quella testa vuota di un Weasley, e che Potter si era messo in mezzo solo per aiutarlo a risolverlo, ma aveva tutte le intenzioni di andarci più pesante del solito con lui.
“Così forse si toglierà certe scempiaggini dalla mente”
L'essersi dovuto sorbire altri spezzoni di immagini in cui baciava e spogliava Potter non l'aveva sicuramente reso incline ad essere più comprensivo.


Il ragazzo fu puntuale quella sera, e come al solito svolse il proprio lavoro in silenzio, facendo del suo meglio per ignorare le sue frecciatine.
Eppure allo stesso tempo era diverso dalle altre volte; ogni volta che l'uomo gli si avvicinava, percepiva un'agitazione crescente che nulla aveva a che fare con l'odio o il disgusto da parte del ragazzo.
Misericordia! Era agitato come una ragazzina davanti al suo idolo!
“Questo non era compreso nel piano!”
Severus Piton si chiese con preoccupazione se dopotutto quella sua idea non fosse stato un passo indietro rispetto al suo scopo.
- Potter! Più energia nel pulire quelle milze! Vuole rimanere qui per tutta la notte? - gli abbaiò contro, irritato.
Subito dopo si pentì di averlo detto. All'involontaria allusione “per tutta la notte”, la mente del ragazzo aveva galoppato verso lidi che l'uomo avrebbe volentieri evitato di visitare.
“Maledetti adolescenti e la loro mente contorta!”


- Ah, maledizione!
Severus Piton fissò ciò che gli si parava davanti con un sopracciglio così sollevato che per poco non toccava l'attaccatura dei capelli unti.
Quello stupido credeva davvero che lui non si sarebbe accorto?
E soprattutto... quello stupido aveva davvero fatto quello a cui aveva appena assistito?
Evidentemente sì.
Poteva essere così stupido.
Eppure il professore dovette ammettere che era stato un tiro più da Serpeverde che da Grifondoro; fingere un disastro accidentale per finire in punizione con l'oggetto dei suoi desideri! Non se lo sarebbe proprio aspettato da lui.
Quegli irritanti occhi verdi si rivolsero verso di lui, in attesa.
E cosa poteva fare il povero Piton, se non quello che tutti si aspettavano da lui, per non destare strani sospetti e far credere di essersi rammollito o forse intenerito verso lo studente che aveva detestato per tutti quegli anni.
- Potter! Vedo che la tua assoluta mancanza di rispetto per il lavoro altrui non è affatto mutata; forse un'ulteriore punizione servirà a chiarirti le idee.
E che fosse dannato se non aveva scorto un sogghigno su quelle labbra diaboliche, prima di voltarsi con stizza!
“Piccolo manipolatore impertinente!”


Il professor Piton si accorse ben presto di non sapere più che cosa fare.
Aveva covato la speranza che essere particolarmente crudele nelle sue frecciate durante la punizione spegnesse qualsiasi passione e spazzasse via qualsiasi idealizzazione dalla mente del giovane, ma era inutile quando tirare in ballo discorsi su un certo “cane” non infiammava l'ira di Potter per le offese velate verso il padrino ma infiammava invece la sua lussuria nell'immaginare posizioni umilianti che l'avrebbero reso estremamente vulnerabili agli attacchi della virilità dell'uomo...
“Per Merlino, basta!” pensò il pozionista, sconvolto.
Possibile che non potesse più dire nulla senza che quel deviato male interpretasse le sue parole o si lasciasse andare in divagazioni su doppisensi a cui lui non aveva minimamente pensato?!
Tentò allora di ignorarlo deliberatamente per il resto della punizione, ma la sua presenza silenziosa e lontana diede a Potter il coraggio di riprendere a fantasticare con lunghi ed elaborati filmini mentali che li ritraevano avvinghiati in pose ovviamente rubate a giornaletti ammiccanti di bassa lega.
Non c'era nulla da fare: non poteva vincere in nessun modo.
- Credo che la sua punizione ora sia finita. - sbottò irritato, quando la sua pazienza raggiunse il limite.
- Ma professore, non ho anco...
- Ho detto che è finita, Potter! Fuori dalla mia vista!
Il ragazzo sussultò, chiaramente non contento della cosa, ma non insistette ancora e si limitò a scoccargli uno sguardo ardente con quegli occhi di giada prima di allontanarsi.
“Occhi di giada?! Ma cosa vado a pensare!”
Perché quello stupido doveva avere proprio gli stessi limpidi occhi verdi che aveva lei?
Severus Piton si augurò che quell'anno scolastico passasse in fretta, altrimenti avrebbe rischiato di essere contagiato dall'evidente idiozia del ragazzo.


[Qualche mese dopo...]

- Prego, le dispiacerebbe ripetere?
Severus fissò il preside come se questi fosse completamente ammattito, pregando che quello che gli aveva appena sentito dire fosse solo uno strano scherzo dell'udito, magari causato dall'età.
- Ho bisogno che tu dia lezioni di Occlumanzia a Potter, a partire dal prossimo trimestre. - ripeté Silente con la massima tranquillità.
Severus strinse le labbra in una linea sottile.
- E lei ritiene che io sia... ah... la persona adatta per questo compito?
- Non lo assegnerei a nessun altro, - confermò Silente, ignorando la sua evidente mancanza di entusiasmo.
Per quanto l'espressione dell'uomo fosse serena, il suo sguardo era risoluto; quei penetranti occhi azzurri fecero sentire il professor Piton in trappola.
- Capisco... - replicò con una smorfia, come se avesse appena dovuto mandare giù qualcosa di molto indigesto.


[Lunedì sera del trimestre successivo, ore sei pomeridiane circa]

- … In queste lezioni io tenterò di penetrare la tua mente, tu tenterai di resistermi... -
(“Penetrare”... ah, se Piton avesse tentato davvero di penetrarlo...)
Severus Piton deglutì, rabbrividendo nel percepire l'ennesimo esempio di mancanza totale di autocensura di Potter.
Sarebbe stato un anno scolastico molto, molto lungo...


Tags: autore: tommykaine, fanfiction, harry potter
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