C-18 & Crilin - Toy Boy

Titolo: C-18 & Crilin - Toy Boy
Fandom: Dragon Ball Z
Personaggi: Gohan, C-18, Crilin, Tenshinhan, Yamcha, C-17
Parte: 1/1
Rating: PG16/Giallo
Conteggio Parole: 3500 parole (circa)
Riassunto: l'idea è raccontare la storia taciuta dell'incontro-scontro tra Crillin e 18 futuro alternativo di Trunks, quello per intenderci dove tutti i guerrieri Z vengono uccisi dai cyborg tranne Gohan. Crilin si lancia nella mischia per affrontare la bionda, finendo  miseramente messo al tappeto da quest'ultima.
A seguito dai  malandrini danni subiti dalle vesti del nostro eroe durante il  combattimento (si sa, le uniformi sono fragili), C-18 decide bene  di immobilizzare l'avversario per portarlo nel laboratorio abbandonato  dove è stata creata per sottoporlo ad una seduta su uno speciale  macchinario per la riprogrammazione mentale creato dal Dr. Gelo.
Dopo aver  opportunamente denudato e fissato all'apparecchiatura la sua vittima  procede con la "riscrittura" del cervello di quest'ultimo che a processo  completato non potrà fare a meno di comportarsi come un ubbidientissimo  e fedele cagnolino!

La storia è narrata dal punto di vista del giovane Gohan

Note: storia scritta in collaborazione con Jenn92, illustrazioni di VanBrand

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C-18 & Crilin - Toy Boy">

12 maggio 767.

Tutto cominciò con Piccolo, sei mesi dopo la morte di mio padre.

Ad  un tratto percepii chiaramente la sua aura aumentare a dismisura,  un'aura potente e minacciosa, proprio come quella che aveva quando  eravamo su Nameck a combattere Freezer... tuttavia in tempi di pace come  quelli, lì per lì non seppi darmi una spiegazione.
Dopo qualche minuto, svanì nel nulla.
Ricordo  d'essere uscito dalla mia stanza preoccupato, guardando il cielo in  direzione della città del Sud... mamma era in cucina a preparare il  pranzo, e la sentì chiamarmi poco prima che avvertissi un'altra aura  gigantesca sbocciare con una forza tremenda, tale da far tremare ogni  granello di materia del pianeta.

-"Vegeta"- pensai. Anche Vegeta  stava combattendo, e c'era qualcosa in quello che percepivo che  ricordava tantissimo papà quando si era trasformato.
Anche lui era diventato un super saiyan? Mi vennero i brividi solo ad immaginarmelo.

Una valanga di pensieri diversi m'attraversarono la mente.
Cosa  era successo a Piccolo? Che diamine stava combinando Vegeta? Era forse  impazzito, ebro del nuovo potere che la trasformazione gli aveva  concesso?
Quando avvertii anche le aure di Tenshinhan e Yamcha  accendersi una dopo l'altra e convergere verso il luogo dove si trovava  Vegeta Capii che avrei dovuto muovermi anche io, e senza pensarci troppo  spiccai il volo.

Li incontrai sull'oceano, svariati chilometri a largo della città del sud.
Il  mare tremava, quasi fosse scosso da un terremoto e all'orizzonte si  vedevano chiaramente delle colonne di fumo levarsi dalla città.
Avevamo  avvertito l'aura di Vegeta per quasi tutto il tragitto, avevamo seguito  il suo variare frenetico e rabbioso tipico di un duello e poi ad un  tratto, anche quell'aura poderosa era svanita nel nulla.
Era semplicemente inconcepibile che qualcuno fosse riuscito a sconfiggerlo eppure sembrava che le cose stessero così.
Ci guardammo tutti e tre negli occhi e puntammo sulla città.

Quello che seguì non fu uno scontro, non più di quanto sarebbe corretto definire "scontro" un gatto che cattura dei topolini.
I  cyborg non emettevano alcun tipo di energia, ed erano fortissimi. Molto  più forti di Freezer, molto più forti di Vegeta e forse, anche più di  mio padre.
A pensarci ora, credo che durammo così tanto per il semplice fatto che volevano giocare.
Si  presero in pieno gli attacchi più devastanti di Yamcha e Tenshinhan  senza batter ciglio e quando furono stanchi li annichilirono calcio dopo  calcio, pugno dopo pugno.
Furono metodici nel misurare la forza  necessaria a mettere fuori ogni parte del loro corpo prima di finirli,  per poi dargli il colpo di grazia, giusto per prolungare il loro sadico  gioco.

Poi tocco a me.
C-17 sgusciò con nonchalance nella  pioggia di colpi che gli stavo lanciando contro nel disperato tentativo  di tenerlo lontano da me e mi piazzò un pugno nello stomaco.
Vomitai sangue e precipitai al suolo in ginocchio, le braccia che mi tremavano e lo sguardo annebbiato dal dolore.
Lui mi si posò di fronte a qualche metro, silenzioso e letale.
Suppongo  stesse per rincarare la dose quando sentii la voce della ragazza bionda  urlargli qualcosa... non ricordo bene cosa gli disse ma credo stessero  litigando per il diritto di massacrarmi.
Quando riuscii di nuovo a  mettere a fuoco quello che avevo davanti vidi 17 spiccare il volo verso  est e LEI fissarmi divertita con quei suoi occhi azzurri, seduta su  quello che una volta doveva essere stato un vagone della metropolitana.

Era  bella, non c'era dubbio. Ed era la cosa più spaventosa che mi fosse mai  stata davanti... quando scattò non riuscì a percepirlo in anticipo,  perché quando loro si muovono non emettono nessun tipo d'energia. Mi  piazzò un pugno sulla guancia e in una frazione di secondo mi afferrò  per il bavero della tuta da combattimento facendola quasi stracciare.
Poi mise a segno una serie di colpi che mi fecero volare attraverso un paio di muri di cemento armato e qualche vetrata.
Erano abbastanza forti da impedirmi di reagire ma allo stesso tempo non da ferirmi gravemente. Voleva giocare con me, e lo fece.
Calcio  dopo calcio, pugno dopo pugno, mi ridusse ad uno straccio e alla fine  avrebbe potuto pure usarmi per pulirci un pavimento tanto ero messo  male.

Ma poi arrivò Crilin. Credo che avesse provato a coglierla  di sorpresa perché la prima cosa che vidi fu il suo Kiezan comparire dal  nulla alle spalle di C-18.
Il cyborg non si scompose più di tanto,  schivò con una piroetta il disco e si voltò verso Crilin che si trovava a  mezz'aria sopra la cima di un edificio diroccato.
Il Kiezan  proseguendo nel suo percorso tranciò di netto la cima di una torre in  acciaio e ferro, che mi crollo esattamente addosso.

Trascorsi il  minuto seguente nella polvere e nel vetro, strisciando tra tonnellate di  macerie contorte fino ad arrivare in superficie.
Li, da un anfratto delle macerie celato dall'ombra li vidi, uno davanti all'altro.

Crilin  era in guardia, pronto a scattare, lei era ferma e sorridente, con le  braccia incrociate e quegli occhi blu fissi sul mio amico.
Crilin  scatto con tutta la potenza di cui era capace e le riverso contro una  grandinata di colpi d'ogni tipo... era davvero un guerriero in possesso  di una tecnica eccezionale, ma capii subito che purtroppo per lui, era  anche infinitamente più debole dell'avversario che aveva di fronte.

18  restò immobile nel punto in cui era, a volte scansando a volte parando  svogliatamente tutto quello che Crilin le tirava contro.
Disperato  l'uomo fece qualche balzo indietro e cominciò a creare un nuovo Kiezan.  La bionda rimase immobile a fissarlo quasi come se lo stesse sfidando.
Crilin  lanciò il suo colpo e in un istante cambio posizione... nel frattempo  C-18 stava con tutta calma preparandosi a schivare con la solita  svogliatezza ma sgrano gli occhi quando Crilin le si materializzò di  colpo davanti, con le mani accanto alla testa nell'inequivocabile posa  del colpo del sole.

Per un attimo tutto si tinse di un bianco  accecante e anche io fui costretto a distogliere lo sguardo per una  frazione di secondo, ma riuscii comunque a seguire i movimenti di Crilin  che lestamente si tolse dalla traiettoria del colpo... seguito  goffamente anche da C-18.
Vidi il disco di energia dirigersi verso la  ragazza e sfiorarle il petto e vidi... vidi il tessuto del suo top  scuro lacerarsi mostrando la carne e il suo... il suo... il suo seno  destro.
Era bianco e turgido, sormontato da un delizioso capezzolo.  Ancora oggi ricordo quella visione con sentimenti contrastanti, ma sono  certo che in quel momento erano paura e rabbia a dominare la mia mente  mentre vedevo quella scena.

Purtroppo su Crilin l'effetto fu  diverso. Quando 18 ebbe schivato l'attacco che s'andò a schiantare con  un rumore stridulo nelle macerie circostanti, prese a sfregarsi gli  occhi urlando furiosa e Crilin era proprio lì, in volo, a pochi metri da  lei e stava fissando rosso in volto proprio la porzione di pelle messa a  nudo.
Ancora oggi provo una certa rabbia a ricordarlo lì,  imbambolato come un cretino a contemplare le grazie di quella maledetta  assassina, fermo ed immobile che diventa impercettibilmente sempre più  rosso mentre spreca uno dopo l'altro tutti i preziosissimi secondi in  cui avrebbe potuto lanciare un secondo Kiezan per finirla.

Poi 18  riacquistò la vista, e fu l'inizio della fine. Si lancio come una furia  su Crilin e gli assestò un paio di pugni e calci che lo fecero volare  tra le macerie come una pallina da ping-pong e lo spedirono con la testa  nel suolo e la polvere. Poi la vidi chiaramente preparare un colpo  energetico con una smorfia sadica stampata sul volto e scagliarlo contro  Crilin ancora bloccato a terra. Ci fu una grande esplosione, tanta  polvere e vidi il mio amico sgusciare via come un grillo dalla nube di  detriti che si spandeva nell'aria.

Si venne a posare ad una  trentina di metri da me, dandomi le spalle. Evidentemente era riuscito a  evitare il raggio d'energia perché non presentava ferite serie e si  muoveva ancora piuttosto velocemente per i suoi standard, anche se poi  quando ebbi messo bene a fuoco la sua figura mi resi conto che il colpo  doveva averlo sfiorato quel tanto che bastava da danneggiargli la tuta  da combattimento... e che il suo spirito mi perdoni, mi scappo quasi da  sorridere quando mi resi conto che la parte posteriore del suo pantalone  era stata disintegrata, mettendogli a nudo il posteriore!

Stavo  quasi per dirgli qualcosa quando in un istante gli si materializzò una  figura davanti, in una nuvola di polvere accompagnata da un boato.
Era C-18.
Gli  si era avvicinata con uno scatto supersonico e gli si era piazzata  perfettamente davanti, fiera ed impettita con quel suo sorriso sardonico  che lo fissava dall'alto in basso (Crilin era un grande combattente, ma  non era molto alto). Ho il sospetto che in quei pochi istanti che  trascorsero dall'apparizione del cyborg alla sua mossa successiva Crilin  avrebbe potuto tentare un qualche genere di reazione, ma non si mosse.

Ed  ad voler essere benevoli e pietosi potrei anche aggiungere di non  essere sicuro delle mie memorie quando affermo che l'unica parte mi  parse di vedergli muovere furono le pupille degli occhi, e lo fecero  fissare il seno di lei che se ne stava in bella mostra proprio  all'altezza degli occhi del poveretto.
Ad ogni modo, 18 quando si  mosse di nuovo lo fece con potenza, ferocia e precisione chirurgica: un  singolo pugno alla bocca dello stomaco.
Avvertì lo schianto propagarsi nell'aria distintamente.
Crilin si piegò in avanti, quasi appogiandosi sulla spalla di 18, che s'era chinata leggermente per portare a segno il colpo.
Poi  lei si scosto e lo vidi cadere di peso sulle ginocchia, le braccia  cadenti stese lungo il corpo, la bocca spalancata nel disperato  tentativo di respirare, con la lingua che annaspava fuori.
Poi roteò gli occhi verso l'alto e fini dritto col la faccia nella polvere.

Mi si spezzò il cuore.
Crilin  non era uno dei combattenti più forti, ma era il più coraggioso e di  certo un mio amico... non meritava d'esser sconfitto in quel modo così  umiliante, con un singolo pugno, senza che nemmeno tentasse di  difendersi.

Ancora una volta ero sul punto d'urlare ma poi guardai lei e mi si gelò il sangue nelle vene.
18  stava osservando con uno sguardo rapace il sedere dell'avversario  sconfitto... Crilin era crollato a tappetto rimanendo praticamente con  il deretano all'aria, ben in mostra al centro dell'enorme squarcio nel  suo pantalone da cui sbucavano ora anche il suo scroto, liscio e lucente  nella luce di quello che era oramai pomeriggio inoltrato.
Il cyborg contemplo per qualche secondo quello spettacolo e poi si mise a ridere istericamente, beffandosi del povero guerriero.
Credo  d'averla sentita dire qualcosa del tipo: -"pare proprio che abbia  trovato le famose sfere del drago, piccoletto... credo che tu mi debba  un desiderio!"- e poi giù con altre risa...

Alzò uno dei suoi  stivali da cowgirl e lo pianto con uno scatto secco proprio su uno dei  glutei di Crilin, che se ne stava inerme e privo di sensi con il culo  all'aria e la testa piantata nella polvere.

Non dimenticherò mai quella scena.

Finire al tappeto in combattimento non è mai piacevole. Finirci con la propria divisa stracciata, in una posa imbarazzante, mentre si è privi di sensi lo è ancora di più. Soprattutto se il vostro avversario è una procace ragazza-cyborg ebra di potere che , sotto-sotto, vi trova sessualmente attraenti.

Mi  capita di ripensare spesso agli amici che ho perso a causa dei cyborg,  ma l'immagine di C-18 raggiante che si regge comodamente poggiata sul  culo di Crilin è quella che più mi perseguita la notte.
Lui,  sconfitto e privo di sensi con la guancia premuta contro la terra e lo  sguardo spento perso nel nulla, la lingua a penzoloni, il posteriore  messo a nudo con ben visibili i segni delle percosse subite... fermo,  immobile e LEI che torreggia con aria spavalda e trionfante, il tacco  dei stivali ben piantato sulla chiappa quasi a volerla arpionare come un  uccello rapace con la preda.

Pensavo che tutto si sarebbe concluso di lì a poco.
Purtroppo mi sbagliavo
18  passò qualche attimo a punzecchiare Crilin privo di sensi con la punta  degli stivali, poi gli assesto un sonoro schiaffo sul gluteo sinistro e  volo via.
La sentivo chiaramente mentre rovistava nelle macerie dietro la mia posizione.
Quando ritorno accanto al corpo di Crilin, aveva in mano una corda.

Io non capivo, non volevo capire, non volevo crederci... tuttavia dovetti accettare le cose per come erano.
Crilin non era morto, riuscivo a percepirlo e C-18 non aveva nessuna intenzione d'ucciderlo.
Voleva  giocarci. Voleva trasformarlo nel suo giocattolino privato, e la cosa  divenne palese quando la vidi chinarsi su Crilin, corda in pugno e  felice come una bambina che ha appena scartato il regalo che aveva  chiesto per natale.

Comincio a legarlo.
Gli passo un capo  della corda intorno la testa, con un altro capo gli assicurò le braccia  dietro la schiena e poi proseguì il processo con grande precisione e  perizia anche per le gambe. Non ho idea di che tipo di ragazza fosse  C-18 prima d'essere tramutata in un cyborg, ma ho il forte sospetto che  debba essere cresciuta in un Ranch di qualche tipo a giudicare dal modo  in cui incaprettò Crilin...

Conosciamo poco del passato da "umana" di C-18... Pare che fosse una tempista e che il suo nome di battesimo fosse Lazuli. Potrebbe essere cresciuta letteralmente ovunque, inclusa una fattoria di mandriani abituati ad incaprettare al volo manzi e vitelli.

credo  d'aver visto qualcosa di simile solo nei video dove si vedevano i  mandriani delle praterie prendere al lazo i giovani vitelli  immobilizzandoli in pochi secondi.
Comunque a differenza di quei  cowboy 18 poté eseguire tutto il processo senza che Crilin le desse  noie, visto che rimase privo di sensi per tutto il tempo.
Io me ne rimasi fermo ad osservarla, dalle macerie.
ero  ferito, non avevo alcuna speranza di fermarla ma sapevo che per quanto  umiliante, quello che stava facendo per divertirsi al mio compagno era  anche l'unica cosa che lo teneva ancora in vita.

Inoltre sperai con tutto me stesso che Crilin non si risvegliasse.
Avrebbe  potuto vaporizzare quelle corde all'istante, ma ero anche certo che 18,  in qualche secondo, l'avrebbe vaporizzato a sua volta... quindi meglio  che restasse svenuto.
E andò così.
18 finì di legarlo per bene e poi senza sforzo spiccò il volo, trascinandoselo dietro come un trofeo nella luce del tramonto.
Diversi  anni dopo sfogliando documenti ed interviste ai testimoni del primo  attacco dei cyborg alla Città del Sud, mi imbattei in diverse  testimonianze oculari di sopravvissuti che giurarono d'aver visto una  ragazza bionda volare verso le montagne trasportando un qualche tipo  carico fissato con delle corde.
Altri ancora dissero che quello che  il cyborg femmina stava trasportando era in realtà un uomo mezzo nudo ed  immobilizzato, anche se nessuno prese sul serio quel genere di  testimonianze.

E ne sono lieto perché il pensiero che sia  persa per sempre memoria di come C-18 portò via con se Crilin dalle  rovine della Città del Sud è una delle poche consolazioni che mi sono  rimaste in questo desolato futuro. Nella quotidiana lotta per la  sopravvivenza in questo desolato mondo il morale è un bene prezioso e  non voglio che l'umanità sia costretta a ricordare per sempre che uno  dei suoi campioni fu umiliato in un modo simile da uno di quei due  mostri.

In un futuro dove ogni giorno si corre il pericolo di finire spazzati via da cyborg assassini il morale è importante. Non stupisce che sopravvissuti come Gohan abbiano preferito omettere certi dettagli circa l'esito dei scontri risalenti i primi giorni dell'ascesa delle creazioni del Dr. Gelo, lasciando che venissero dimenticati per sempre.

Volando  su fiumi e altopiani, C-18 trascinò in questo modo ignominioso Crilin  per centinaia di chilometri, fino a giungere nell'ex-laboratorio del Dr.  Gero, il luogo in cui erano stati creati lei e C-17. Io non appena fui  sicuro di potermi muovere senza rischiare nulla usai l'unico fagiolo di  Balzar che avevo e li seguii.
Arrivai nei pressi del laboratorio e  vidi la biondina trasportare il mio compagno attraverso un piccolo  ingresso scavato nel fianco di una montagna.
Aspettai qualche minuto e poi mi decisi ad entrare.

Si trattava di una struttura corazzata scavata all'interno della roccia viva.
Una  volta l'ingresso doveva essere stato chiuso da un imponente saracinesca  blindata, ma sembrava che un'esplosione proveniente dall'interno  l'avesse fatta saltare.
Mi addentrai nel buio del laboratorio e quasi subito inciampai in qualcosa.
Erano  i pantaloni di Crilin. Poco dopo, sul pavimento, trovai altri indumenti  che gli erano appartenuti, insieme alle corde con cui era stato  legato... inoltre sentivo rumori meccanici e alcuni bip provenire da una  delle stanze del laboratorio.

Mi feci coraggio e mi affacciai, ma nulla poteva prepararmi a quella scena...
C-18  aveva totalmente denudato Crilin e l'aveva adagiato a quello che  sembrava un complesso macchinario con ben in vista il simbolo  dell'esercito del fiocco rosso, un'organizzazione paramilitare che mio  padre da bambino, aveva smantellato.
La testa di Crilin era  imbrigliata dentro un caschetto da cui sbucavano una moltitudine di fili  colorati e le sue braccia e le sue gambe erano bloccate  all'apparecchiatura tramite dei fermi in metallo. C-18 era molto  indaffarata e continuava a muoversi intorno al macchinario pigiando  tasti ed armeggiando con uno strano telecomando che stringeva in mano.
Ma  la cosa che mi sconvolse era il fatto che... insomma, ero in una  posizione alle spalle di Crilin e dopo qualche attimo passato a guardare  le apparecchiature ed i macchinari quando mi concentrai su di lui mi  resi conto che qualunque cosa gli stesse facendo C-18 tramite quelle  macchine sembrava stimolare poderosamente il sistema nervoso vegetativo,  perché il mio amico aveva un'erezione che... insomma, definirla  "notevole" sarebbe riduttivo.

Curiosità, sete di sapere e voglia di sperimentare sono tratti preziosi che di solito vengono associati alle figure degli uomini (o donne) di scienza; tuttavia queste qualità non sono di certo esclusive di quest'ultimi... ad esempio in C-18 le suddette caratteristiche erano tutte presenti, accompagnate anche da una discreta propensione al sadismo e dal desiderio di sottomettere il prossimo.

Cosa  ancor più inquietante era che C-18 pareva non solo ben contenta di quel  risultato, ma di tanto in tanto la vedevo posizionarsi dietro a Crilin  proprio per osservare quello spettacolo, e quando si concedeva questi  momenti contemplativi non lesinava toccatine e palpeggiamenti vari alle  spese della sua povera vittima.
Durante una di queste sue "ispezioni"  al fondoschiena di Crilin, mentre la diabolica biondina era impegnata a  stringere sodisfatta in una mano la chiappa destra del mio amico ne  approfittai per muovermi nel laboratorio e cambiare punto  d'osservazione. Feci un giro nei corridoi che circondavano la stanza  dove si stava consumando l'ignobile tortura e riuscii a trovare una  porta che mi permetteva di osservare il fronte della macchina.

Sulla  schermo, era ben visibile il programma in esecuzione: "Azzeramento e  ricondizionamento delle sinapsi / Controllo remoto / Pacchetto comandi  vocali 789-78Bis sys64"

Mi resi conto che il cyborg stava  letteralmente cancellando via la coscienza dal cervello di Crilin,  rimpiazzandola con una serie di comandi prestabiliti.
La faccia di  Crilin era indescrivibile. Immobile, gli occhi semiaperti che fissavano  il nulla, la lingua a penzoloni che lasciava colare un sottile strato di  bava sull'apparecchiatura sottostante.
Poi una scritta cominciò a lampeggiare sullo schermo.
"PROCESSO COMPLETATO"

Era troppo tardi, non avrei potuto più salvarlo.
Fissai  sconsolato il viso stralunato di Crilin e poi vidi una mano aggraziata e  sottile posarsi sul caschetto che era posizionato sul suo cranio.
Era C-18.
Era C-18 e mi stava guardando.
Era C-18, era accanto al mio amico con una mano poggiata sulla sua testa, e mi stava guardando.

Mi fece un occhiolino.

La macchina per l'assoggettamento mentale del Dr.Gelo era stata costruita per permettere allo scienziato di sottomettere al proprio volere le coscienze di C-17 e 18, riprogrammandone il cervello. Purtoppo per lui i due gemelli avevano un carattere troppo forte e l'operazione s'era rivelata un fallimento. Tuttavia l'apparecchiatura di per se funzionava ed era estremamente efficace se usata su menti particolarmente remissive e fragili. Nel caso di Crilin furono necessari solo 45 minuti per una completa e permanente riprogrammazione delle sinapsi...


Volai  via, volai via di lì veloce come il vento e credo che l'unico motivo  per cui non mi venne a cercare per uccidermi, era che era troppo ansiosa  di cominciare a giocare con il suo nuovo giocattolo. Il suo nuovo  giocattolo che una volta era stato un mio amico, uno dei compagni di mio  padre, uno degli uomini più forti del pianeta ed un prode e valente  guerriero.

Lei l'aveva liquidato con un pugno e l'aveva rapito.
Ed ora le apparteneva.

Tornai altre volte di nascosto, nei pressi del laboratorio.
Li trovai sempre lì, tutti e due, a 'giocare'
Nella prima settimana che seguì l'attacco alla Città del Sud solo 17 creo problemi alla popolazione.
18 era sui monti, a giocare con il suo burattino.
L'ho osservata da lontano e l'ho vista mentre gli imponeva di fare qualunque cosa le passasse per la mente
Lo  telecomandava come si comanda una macchinina, grottesca inversione dei  ruoli tra essere umano e creatura cybernetica, e alla fine non ressi  più.

Un giorno la vidi che se lo portava al guinzaglio, nudo come un verme e con quella ridicola ed abnorme erezione sempre presente.
-"rotola"-
-"cuccia"-
-"fai il morto"-

Crilin le obbediva, con un sorriso ebete stampato in faccia e lo sguardo vuoto.

Il legame che lega un cane alla sua padrona è qualcosa di unico e speciale. Di certo lo era quello creatosi tra 18 e Crillin.

Decisi che poteva bastare.
Balzai  fuori dal mio nascondiglio, raccolsi le mie energie e scagliai un'onda  contro quella tragicomica parodia di una padrona con il suo cucciolo.
C-18 incasso il colpo senza scomporsi.
Crilin fu vaporizzato all'istante e non dovette subire più nessuna umiliazione.
A  volte ripensando a quel periodo, cerco di consolarmi raccontando a me  stesso che Crilin trascorse gli ultimi 7 giorni della sua vita "felice",  se così può essere definito lo stato mentale di un uomo completamente  svuotato del proprio io, ridotto a recitare la parte dell'animale da  compagnia per il sollazzo di una cinica creatura partorita dalla mente  di uno scienziato pazzo. Per quanto fosse penoso vederlo gattonare a  quattro zampe, in quei momenti sembrava davvero entusiasta nel farsi  trattare in quel modo da 18. Di certo quel suo pene turgidamente eretto  di giorno e di notte ne costituiva la prova più evidente. Tuttavia, mi  rendo anche conto che era allo stesso tempo il simbolo della vittoria  totale di 18 sul mio compagno, il suo "trofeo". Non potevo tollerarlo.  Comunque, poche ore dopo il mio raid C-18 si riunì a C-17 e insieme  spazzarono via l'intera Città dell'Est. A volte mi chiedo cosa fosse  successo se avessi lasciato a C-18 il suo giocattolo umano...</lj-cut>

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