Will P. (p_will) wrote in fanfic_italia,
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[Coliandro] And sometimes... not

Titolo: And sometimes... not
Autrice: p_will
Beta: Eris
Fandom: L’ispettore Coliandro
Personaggi/Pairing: Gargiulo/Coliandro
Rating: R/NC17
Conteggio parole: 1401 (FDP)
Avvertimenti: rough!sex, maniere di esternare i sentimenti non proprio sane (OOC? OOC!)
Disclaimer: L'ispettore Coliandro non è mio ma di Lucarelli, i Manetti Bros o chi per loro. La fanfiction non è scritta a scopo di lucro o per dare rappresentazione veritiera dell’orientamento sessuale dei personaggi e tantomeno degli attori.
Note: Ad anonfic_ita hanno chiesto Gargiulo on top. Sì, avete letto bene. Forza gente. (qui) e io mi sono sentita in dovere morale di scriverla, anche se mi ha fatto esplodere un po’ di neuroni. Bottom!Coliandro è CONTRO NATURA, JFC. Ringrazio mezza flist e amici IRL per il supporto e brainstorming <3 e mi scuso con l'anon per aver scritto qualcosa che probabilmente non è quello che voleva leggere :°D


Coliandro ha la brutta abitudine di cercare di farsi ammazzare ad ogni caso. Ormai al dipartimento non battono ciglio, ma certe reazioni sono diventate routine, d’obbligo, connaturate nella natura di determinate persone - la Longhi, al solo sentire il nome di Coliandro, sente il desiderio viscerale di sbattere la testa contro la scrivania fino a dimenticare l’espressione beota di quella fonte inesauribile di grane. A Gamberini viene da ridere, la Bertaccini si trattiene a stento dal ghignare “ve l’avevo detto”, Gargiulo si morde un labbro e fa una faccia preoccupata che nessuno nota.
Dopo anni dovrebbe averci fatto l’abitudine, ma ogni volta Gargiulo si morde il labbro e sente una piccola stretta, leggera, spiacevole, allo stomaco. Il fatto è che nessun altro ha mai visto come si riduce Coliandro alla fine di un caso, o durante, o talvolta addirittura all’inizio. I colleghi credono che sia troppo stupido per dargli ascolto prima che strisci in centrale coperto di lividi con delle prove che ha dovuto procurarsi con le unghie e con i denti, e le sue ragazze non vedono mai tutto quello che vede Gargiulo, tutte le volte che lo vede Gargiulo. Non è la Bertaccini che viene svegliata nel cuore della notte dall’ispettore che non ha un posto sicuro dove andare, non è Gamberini quello che deve mettersi a tamponare le ferite dell’ispettore prima che vada a procurarsene delle altre.
E Gargiulo… Gargiulo resta al suo posto, si morde il labbro e fa la faccia preoccupata. China il capo davanti alla Longhi, annuisce a De Zan, e poi tenta di convincere i colleghi ad andare da qualche parte o controllare qualche nome perché lui, dopo tanto tempo, è in grado di farsi una vaga idea delle cose in cui può invischiarsi Coliandro, un’idea che non è mai positiva e sempre azzeccata.
Poi, quando tutto è finito e gli onori sono stati conferiti (alle persone sbagliate) e possono rompere le righe, Gargiulo va a casa dell’ispettore e lo aiuta a pulire i punti o stringere le bende o togliersi la giacca senza rovinare il gesso. Di solito lascia che l’ispettore si lamenti a profusione dell’ingiustizia del mondo e di quanto la serie A abbia bisogno di lui, gli porta una teglia enorme di lasagne di sua madre e gli fa compagnia quando la ragazza di turno, puntualmente, se ne va. Di solito.
Ci sono volte in cui Gargiulo non riesce a trattenersi dal fargli una ramanzina coi fiocchi. Ci sono altre volte, quando Coliandro se ne esce con un occhio nero o una sospensione di qualche settimana, in cui Gargiulo si siede un po’ più vicino a Coliandro, indugia un po’ più a lungo su garze e cerotti, e finiscono a baciarsi sul divano dell’ispettore, o a fare altro. Certe volte è un pompino, altre Gargiulo si lascia scopare senza nemmeno arrivare al letto, a seconda di quanto Coliandro sia uscito mal ridotto dall’indagine.
Poi ci sono i casi in cui Coliandro fa qualcosa di così immensamente stupido, e pericoloso, tanto pericoloso da non lasciarci la pelle per puro miracolo, che Gargiulo aspetta pazientemente che si sia rimesso e poi lo sbatte contro il muro e gli infila la lingua in gola senza dargli nemmeno il tempo di imprecare. L’altezza non è dalla sua, ma non conta poi molto quando è così arrabbiato e preoccupato da non riuscire nemmeno a pensare prima di agire. Gli basta prenderlo per il bavero di quella sua giacca sbrindellata e sbatterlo ancora contro la parete con un tonfo soddisfacente, senza mai staccare la bocca dalla sua, e prevenire qualsiasi protesta possa anche solo pensare.
Quando inizia così non sanno mai come potrà finire. Sanno solo che ci saranno molti mobili ribaltati, si sveglieranno con lividi in posti decisamente curiosi, e che c’è sempre una lotta prima - Coliandro odia essere sballottato in giro, ma Gargiulo odia dover assistere impotente ai tentativi di suicidio dell’ispettore ed è così disperato, nei baci che sanno di denti e urgenza, nelle mani che stringono e vorrebbero essere ovunque, nel respiro corto quando si stacca da Coliandro e appoggia la fronte alla sua spalla cercando di tornare in sé, che di solito riesce ad avere la meglio nonostante tutto.
A quel punto non riescono mai ad arrivare molto lontano, si limitano a cadere scompostamente sul divano in un groviglio di vestiti mezzi tolti e gambe intrecciate, continuando a baciarsi come se fosse quella la vera lotta da vincere. Gargiulo tiene l’ispettore prigioniero tra le cosce, inchiodato ai cuscini, e fa cozzare sgraziatamente i loro bacini mentre Coliandro armeggia per liberarli dai vestiti che restano, più in fretta possibile, quanto basta per trovarsi pelle su pelle senza stupidi Ray-Ban o magliette Marvel tra i piedi. Gargiulo si allontana il minimo indispensabile per riprendere fiato e trovare lubrificante o preservativi o qualsiasi cosa sia quella che l’ispettore tiene tra i cuscini del divano per ogni evenienza, Gargiù, ti devo spiegare tutto io?, e intanto Coliandro sotto di lui impreca e gli dice di calmarsi e di levarsi dai coglioni e di fare qualcosa, dannazione, perché non sa nemmeno lui cosa sta dicendo, cosa vuole.
Gargiulo si lascia sfuggire un verso basso che potrebbe sembrare un ringhio, se non fosse così a denti stretti, e lo penetra senza avvertire con due dita. Coliandro sbotta qualcosa di incredibilmente volgare e inarca la schiena, ma non fa neanche una mossa per allontanarsi, si limita a chiudere gli occhi e stringere le spalle di Gargiulo tanto da lasciare dieci piccole impronte tonde che resteranno lì per qualche giorno.
Quando gli entra dentro è tutto- troppo, per Gargiulo, e deve chiudere gli occhi e nascondere la faccia contro il collo dell’ispettore per non perdere del tutto la ragione. Respira forte, sentendo l’odore di Coliandro nelle narici e il suo battito impazzito sotto la pelle tesa del collo e com’è strettocaldoperfetto attorno a lui, e solo quando Coliandro inizia a muoversi e chiamarlo in modi molto poco eleganti si decide a spingere, piano, cercando di godersi la sensazione dei muscoli delle gambe dell’ispettore che si flettono sotto le sue mani e i suoi gemiti strozzati. E vorrebbe davvero farlo con calma, fermarsi ogni tanto per baciarlo e guardarlo negli occhi mentre spinge appena più forte, appena più a fondo, per capire cosa stia pensando, ma- non ce la fa. Ha perso il controllo, è come se l’unica cosa importante al mondo fosse marchiarlo e fargli male per fargli capire quanto il pensiero di non averlo più faccia male a lui.
Tiene sempre la faccia contro il suo petto quando lo fanno così, perché… non lo sa nemmeno. Perché se lo guardasse, se lo vedesse in questo momento non durerebbe più di un minuto. Perché gli serve qualcosa di sicuro cui aggrapparsi quando non sa nemmeno lui cosa sta facendo, non razionalmente, è solo istinto e bisogno e una paura che non trova altro modo per essere esorcizzata.
L’erezione di Coliandro è premuta contro il suo stomaco, e quando lo sente infilare una mano tra i loro corpi per toccarsi è una cosa che gli mozza il fiato e lo costringe a stringere i fianchi dell’ispettore e spingere in lui sempre più a fondo, sempre più veloce, in una sinfonia di respiri agitati e gemiti e molle cigolanti, finché non viene con lampi di luci bianche che gli riempiono la vista e quasi perde il momento in cui l’ispettore bagna i loro stomaci mentre ringhia a voce bassa qualcosa che assomiglia vagamente al suo nome.
Di solito si addormentano stretti e appiccicaticci, e quando si svegliano l’atmosfera strana, carica, sospesa - c’è solo Gargiulo che va in giro in boxer di Star Trek e una t-shirt che non sempre è la sua, intento a preparare la colazione e sembrare più mortificato del solito; c’è solo Coliandro che quando si sveglia si stiracchia come se niente fosse e si alza senza nemmeno vestirsi e si nasconde in bagno, e quando esce accetta una tazza di caffè con un vago cenno del capo. Poi c’è un attimo in cui Gargiulo se ne resta impalato al centro della cucina, a tormentarsi le mani non sapendo dove guardare o cosa fare, ed è così piccolo e patetico nella sua maglietta troppo grande e stupida faccia preoccupata che Coliandro lo guarda, sbuffa, gli prende il viso tra le mani e gli dà un bacio che lo lascia rincretinito e con le guance scarlatte.
Un bacio che è un po’ una scusa, un po’ una rassicurazione.
E tutto torna normale.
Tags: autore: p_will, fanfiction, l'ispettore coliandro
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