xmelchanx (xmelchanx) wrote in fanfic_italia,
xmelchanx
xmelchanx
fanfic_italia

  • Music:

[Harry Potter] I (didn't) tell you you could always count on me

Titolo: I (didn't) tell you you could always count on me
Fandom: Harry Potter
Personaggi: Scorpius Malfoy, Draco Malfoy, nominata Asteria Malfoy 
Rating: PG
Conteggio parole: 1393
Genere: Introspettivo, daddy complex XD , (un po') malinconico
Warning: New Gen, post guerra
Note: Scritta per la squadra degli Angeli del Cow-T (prima settimana, prompt "Pioggia") XD E poi niente, semplicemente devo farmi una ragione del fatto che mi posso fare un sacco di fic mentali, ma arrivati al sodo il newgen!son di cui scrivo più facilmente è Scorpius *_*'' E che dopo aver parlato di Draco per anni senza (quasi) mai riuscire a scrivere davvero di lui, il risultato è che riesco a scriverne gioiosamente in versione... uke? seme (ugh)? la-mia-vera-versione-di-Draco?
No. A me viene da scrivere di Daddy!Draco \O/
Amen.
Ah! Sì, palesemente ho un'ossessione per la canzone da cui ho preso il titolo e di cui ho messo uno stralcio all'inizio, quindi nulla, vi beccate anche lei.
 



Remember the day
I set you free
I told you
You could always count on me
From that day on I made a vow

(Ain't no Mountain High Enough)


Scorpius si strinse nel mantello di volpe, caldissimo e fatto su misura per lui. Gli arrivava esattamente alla metà delle caviglie, abbastanza da tenerlo al caldo senza intralciare i suoi passi.

Mentre il nevischio gli graffiava le guance lisce, cercava di non pensare a niente.
Se sua madre lo avesse visto si sarebbe spaventata a morte, correndo a recuoperarlo di persona, come se essere afferrato dalle mani di un semplice maggiordomo significasse scaldarlo meno.
Scorpius lo sapeva perché era già successo, un paio d'anni prima. Era uscito a fare la stessa cosa che stava facendo ora, ma non era stato abbastanza cauto, aveva solo aspettato che sua madre fosse impegnata in un'altra stanza, invece che fuori di casa.
Adesso si era assicurato che lei fosse dai nonni, lasciando lui e suo padre da soli insieme alla servitù.

Non gli andava di farlo quando era solo con la servitù, perché quella non sapeva mai cosa fare e se ne stava lì a rigirarsi le mani con aria preoccupata e basta.
Se lo lasciavano stare poi era certo che sua madre lo scopriva e s'infuriava, perché era loro compito vegliare su di lui.
Se gli dicevano di tornare in casa poi era certo che suo padre lo scopriva (I Malfoy scoprivano sempre tutto quello che desideraano scoprire)e s'infuriava, perché non era compito loro dire a Scorpius cosa fare o non fare.

Scorpius non lasciava niente al caso nemmeno a dieci anni e mezzo, e sapeva che il momento migliore per uscire a passeggiare nel parco mentre la neve cadeva senza sosta, era esattamente quello.


Superò un albero circondato da siepi di sempreverdi alla destra del capanno per la legna, sicuro così di scomparire alla vista del padre che quasi per certo lo stava osservando dalla finestra del salotto principale, e una volta nascosto da quel cubo di legno impermeabilizzato dalla magia si lasciò cadere poco oltre, raggomitolandosi nel mantello nero. Si tolse i guanti e li mise con calma tra le ginocchia, lasciando che le mani si gelassero mentre stringeva la bacchetta nella sinistra (era ambidestro, ma si era sempre trovato meglio nell'usare la sinistra *) e cominciava ad agitarla nell'aria.
Osservò con attenzione l'arco percorso dalla prima scintilla che ne scaturì, bianca come il paesaggio che aveva intorno, poi quello della successiva e di quella dopo ancora.

L'aveva comprata in anticipo di un anno rispetto al momento di andare a Hogwarts, per il suo decimo compleanno, un giorno piovoso e grigio come gli occhi di suo padre (suoi).

Non aveva ancora il mantello che stava indossano adesso, ma uno più vecchio, verde, e anche un po' meno caldo. Il vento gli gettava l'acqua in faccia senza posa, e nonostante suo padre lo avesse fatto camminare dietro di lui proprio per migliorare la situazione, non era cambiata molto. Scorpius lo aveva pensato per tutto il tragitto, e aveva cambiato idea solo quando nel negozio si era accorto di quanto fosse bagnato suo padre rispetto a lui.
Draco Malfoy aveva mormorato un incantesimo per asciugarlo, poi aveva fatto lo stesso per sé.

Erano usciti dopo una mezz'ora, suo padre tenendogli una mano sulla spalla per guidarlo e a bacchetta incartata al sicuro sotto il proprio braccio, e si erano rifugiati in un piccolo pub, con grande stupore di Scorpius.
Credeva che sarebbero tornati subito a casa, un po' perché con quel tempo non vedeva perché rimanere fuori e un po' perché a suo padre non piaceva stare in mezzo a grandi quantità di gente. Nemmeno a lui piacevano le folle, soprattutto perché quando c'era tanta gente poteva capitare che apparissero degli scocciatori, come li chiamava tra sé e sé quando ci pensava con lucidità. Era successo solo un paio di volte, almeno in sua presenza.
Non è che provassero ad aggredirli davvero, con le bacchette o le mani, ma un giorno, mentre loro due tornavano da una partita di Quidditch, un accattone aveva sputato ai piedi di suo padre. Erano già in territorio babbano, a quel punto, diretti verso la metropolvere più vicina, quindi non erano spuntate bacchette, nonostante suo padre avesse la mano chiusa esattamente sulla tasca che la conteneva.

Scorpius ricordava lo sguardo di suo padre in quel frangente, e ricordava che gli aveva fatto paura. Non lo avrebbe raccontato mai a nessuno, perché Scorpius Malfoy non aveva paura di niente e nessuno, nemmeno di suo padre, però quegli occhi, per un momento solo, lo avevano fatto tremare nel vecchio mantello da bambino piccolo che indossava.
Quando il padre si era girato verso di lui aveva represso quello sensazione giù nello stomaco, sforzandosi di apparire tanquillissimo, come se non fosse successo niente e non avesse pensato che suo padre fosse sul punto di uccidere quel tizio con una maledizione.

"Attento a dove metti i piedi, Scorpius. Se cammini sulla spazzatura poi ti rimarrà attaccato l'odore." aveva detto Draco Malfoy, e poi lo aveva  tirato sotto il proprio mantello, come se pensasse che quel tizio orribile (lo odiava. Lo odiava.) potesse sputare anche addosso a lui.

Quello era stato il caso più fastidioso, ma anche un'altra volta un tizio ubriaco fuori da un pub aveva urlato qualcosa come "oh, arrivano le bestie purosangue!", a voce altissima, come se volesse che sentisse tutta Diagon Alley. Qualcuno aveva riso (di sicuro non quelli ben visibili, che sembravano solo imbarazzati o desiderosi di trovarsi altrove).
Quel giorno suo padre aveva sfoderato la bacchetta subito, in un secondo, ma quella volta c'era anche la mamma, e così Scorpius aveva potuto osservare Asteria Greegrass in Maloy risolvere una questione d'imbarazzo pubblico e sociale  solo con una delle sue mani bellissime.
L'aveva appoggiata sul braccio del marito e aveva detto, scandendo bene le parole: "Draco, mettila via. Non voglio che il bambino creda che dare considerazione alla feccia sia un comportamento da tenere."
A quel punto non aveva riso nessuno.

Adesso non sarebbe successo niente, però. Ne era abbastanza sicuro.
Sapeva che era stupido, visto che non sapeva cosa farci esattamente, ma il fatto di avere la sua bacchetta pochi centimetri, impacchettata nella carta che teneva sulle ginocchia, lo faceva sentire molto più tranquillo.
E poi nessuno sembrava fare caso a loro due lì dentro, anche la cameriera annotò gli ordini senza nemmeno guardarli.
Scorpius non era stato spesso in posti del genere, di solito i locali dove andava coi suoi erano molto più tranquilli e la gente che ci lavorava sapeva perfettamente chi erano, e li trattava di conseguenze, con tutti i signore, signora e signorino del caso.

Suo padre aspettò che arrivassero le cioccolate calde con panna, prima di dirgli di nuovo qualcosa di diverso dal solo borbottio di quelle parole che asciugavano la gente nel tempo di un respiro.
"Non occorre che tu racconti di oggi a tua madre. Anche quella la terrò io, per il momento." aggiunse a quel punto, indicando la bacchetta nel suo grembo con un cenno del capo. Scorpius annuì, mentre sentiva la lingua scottarsi col primo sorso di cioccolato bollente. C'era una punta di cannella. Gli piacque.

"T'insegnerò a maneggiarla prima che tu parta, così a scuola non sembrerai un babbano imbranato." aggiunse poi l'uomo.
"Va bene, papà."
Draco aveva annuito, sorridendo tranquillo in quella piccola taverna illuminata da fiaccole e profumata di cioccolato amaro e dell'odore della legna che bruciava nei due camini in fondo alla stanza. Scorpius si era sentito così felice da vergognarsene.

-*-

Adesso  conosceva l'incanto Lumos, e quello per aprire le serrature chiuse. Era sicuro che avrebbe imparato altro prima di partire, ma sapeva che era un buon inizio.

"Non dovresti usarla per giocarci."
Si sbrigò a mettersi in piedi prima ancora di voltarsi, ignorando la neve che gli intrava sotto i vestiti e gli bruciava tutta la pelle che riusciva a raggiungere. Ovviamente era molto più basso del padre, ma non gli piaceva accentuare la differenza restando seduto.

"Mi allenavo." rispose, cercando di avere un tono sicuro.
Draco non disse niente e alzò il capo verso il cielo.
"Sta smettendo, e a questo punto devi esserti congelato abbastanza da essere soddisfatto." aggiunse dopo qualche secondo.
Poi si sedette a sua volta, inclinando le gambe come aveva fatto Scorpius poco prima.
"Che fai lì? Siediti."

Scorpius rimane un momento in silenzio, fissando il padre che a sua volta fissava il cielo, poi obbedì. Fece  attenzione a non calpestare l'altro larghissimo mantello mentre si sedeva nel piccolo cerchio che le sue natiche avevano scavato nemmeno un minuto prima.

Il parco che nessuno chiamava mai giardino sembrava un deserto bianco, e rimasero a guardarlo senza scambiarsi una parola finché Venere non spuntò sopra gli abeti più alti del secondo Malfoy Manor.



NB:


* è una frase ripresa dal mio adorato ;_; Eoin Colfer, riferita in origine ad Artemis Fowl. Mi paiceva troppo il modo in cui stava x3 , e (come lo vedo io, almeno) Scorpius ha delle caretteristiche che me lo fanno sentire vicino ad Artemis, quindi ve la beccate.
Tags: autore: melchan, fanfiction, harry potter
Subscribe
  • Post a new comment

    Error

    Comments allowed for members only

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your IP address will be recorded 

  • 0 comments