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[Romanzo Criminale (TV)] A human being is only breath and shadow

Titolo: A human being is only breath and shadow
Wordcount:  669
Autrice: Tabata
Pre-lettrice e Beta: lisachanoando
Rating: PG
Personaggi:  Scialoja, (Patrizia)
Pairing: Scialoja/Patrizia (più lui che lei).
Genere: Introspettivo
Avvisi: het
Disclaimer: Romanzo Criminale non l'ho scritto io. I personaggi sono di Giancarlo De Cataldo. Sì, insomma. Più o meno.
Note: Questa storia era totalmente imprevista ed è stata scritta per la squadra dei vampirli al COW-T (prompt: Oscurità). Scialoja e Patrizia non sono fra i personaggi di questa serie che prefersico e la loro coppia è quella che meno m'interessa, ma l'assoluto fail di quest'uomo era troppo bello per non scriverne anche poche righe :3
Riassunto: “Per Scialoja, Patrizia è come un'ombra: misteriosa, oscura e inafferrabile."

A human being is only breath and shadow.

Scialoja non dorme da almeno settantadue ore. Tutto ciò che fa è chiudere gli occhi e rimanere lì a guardarsi il retro delle palpebre nella speranza che succeda qualcosa; ma non succede niente e il sonno gli sfugge come sembra sfuggirgli ogni cosa di questi tempi.
La sua camera da letto è buia. Ha tirato le tende per non vedere nemmeno la luna piena che illumina una città di cui si sta perdendo i pezzi un giorno alla volta, ma le ha tirate anche e soprattutto perché è nel buio che lei si fa viva, quasi uscendo da quell'ombra grigia che hanno le cose quando sono immerse nell'oscurità.
Patrizia non compare mai nei suoi sogni. La donna vibrante di colori che vede quando cade nel dormiveglia che non lo porta da nessuna parte, è soltanto una copia di quella reale. E' troppo vistosa, ma soprattutto troppo evidente e chiara, quando invece Patrizia è un mistero insondabile di cui fatica a venire a capo.
Lei compare al buio, quando Scialoja apre gli occhi stanco di aspettare e allora scruta fra le ombre, e fra le ombre c'è lei, molto spesso nuda, quasi sempre divertita.
Compare di fianco alla tenda, Scialoja vede il contorno del suo fondoschiena delinearsi a poco a poco mentre i suoi occhi si abituano alla mancanza di luce. Poi lei si gira e lo guarda, Scialoja non ha idea di cosa le passi per la testa, gli occhi di Patrizia sono fatti per tagliare il mondo fuori, per vedere senza essere vista; bisognerebbe chiedere a Cinzia, ma i suoi occhi lui non li ha mai visti.
La Patrizia che compare dal nulla non è mai completamente chiara, esattamente come quella vera. Emerge tra le pieghe del buio, come una di quelle figure nascoste tra migliaia di punti neri, che bisogna fissarle per ore prima che l'occhio si abitui abbastanza da dare un senso al caos che ha davanti e a trovarne i contorni. Scialoja non ha più la forza di fare niente, così ha tempo di guardare l'oscurità a lungo e quella, prima o poi, lo ricompensa donandogli frammenti di una donna che non ha mai avuto e mai avrà per intero. Non fa niente, la osserva e basta. Lei se ne sta lì in piedi, le braccia abbandonate lungo i fianchi e quel sorriso storto con il quale lo prende in giro e lo seduce.
Resta con lei il tempo di una sigaretta, e Patrizia si muove per la stanza – scompare e riappare come lui chiude gli occhi – si siede sul letto e si stende ai suoi piedi, tenendo su la testa con la mano, come s'immagina che faccia quando è da sola e si rilassa.
Non gli viene mai voglia di provare a toccarla, però la studia, quasi spera che quella fantasia gli dia le risposte che cerca, anche se non è più sicuro di fare le domande giuste. Forse di quello che Patrizia sa non gliene frega niente, a lui interessa quello che Patrizia vuole. Chissà se qualcuno lo ha mai chiesto a lei?
Che cosa vuoi? Se la immagina rispondere che sono i soldi, la ricchezza, il lusso. Ma non il Dandi.
Il Dandi le serve ma non lo vuole. Allora Scialoja si illude di essere voluto e di non servire.
Si chiede se valga la pena di essere felici di una tristezza del genere.
Quando esce dal letto, lei lo guarda con disapprovazione, come se non ammettesse di essere ignorata. La stanza è sempre più buia – fuori è calato il sole – e lei è sempre più delineata, sempre più scura, sempre più nascosta in piena vista. Non la sopporta più, come non sopporta la donna vera dopo che ha passato qualche minuto nella stessa stanza con lei, dopo che si è fatto deridere e insultare e sedurre e anche toccare, sì , come la prima volta che si sono incontrati. Prima che anche l'ombra lo tocchi, accenderà la luce e la farà svanire.
Le dita però non rispondono. Si appoggiano soltanto sull'interuttore, ma non premono. E vince di nuovo lei.
Tags: autore: tabata, fanfiction, romanzo criminale
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