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[Glee] Respect 1/?

Titolo: Respect
Titolo del Capitolo: Non esattamente un Nuovo Ingresso
Autore: kurenai88 
Fandom: Glee
Beta: Nessun coraggioso ç_ç
Personaggi/Pairing: Kurt Hummel, Dave Karofsky || Kurtofsky
Genere: Introspettivo, Erotico
Rating: Rosso
Avvertimenti: What if? (E se…), Slash
Conteggio Parole: 3036 (FiumiDiParole)
Note: 1. Dimentichiamo quello che è successo dopo la puntata 2x06 “Never Been Kissed”. La fic parte da quella puntata ed il resto è una mia invenzione<3
2. Dedicata a Francis e a queenseptienna , che tempo fa ha postato una fic con queste tematiche *grande sfida*
3. “Lance Bass” è il soprannome che usa Puck in inglese per rivolgersi a Kurt XD Ma lo usa solo una volta se non ricordo male<3
4. Non è ancora stata betata XD

{ Respect ~
- 1. Non esattamente un Nuovo Ingresso -



Quando era stato convocato dalla Coach Beiste, Kurt Hummel era quasi sicuro che l'argomento sarebbe andato a scontrarsi sul fattore 'Karofsky' e, mentre si metteva comodo sulla panchina - accavallando elegantemente le gambe -, già aveva iniziato a prepararsi un discorso su quanto non fosse causa sua se quel 'troglodita-ruba-baci' passava più tempo a rendergli il liceo un inferno che ad allenarsi, e che di conseguenza non rendesse più come all'inizio dell'anno nel suo ruolo di difensore. Non erano affari suoi prima di tutto e inoltre, in completa sincerità, non sapeva neanche come stesse andando Karofsky: non gli importava neanche saperlo!
" Non sono solita scendere a patti, Hummel, né amo ricorrere a simili mezzi, ma i fatti sono questi: il nostro Kicker si è infortunato e per le prossime partite ho bisogno di un valido sostituto. Hudson e Puckerman mi hanno parlato di te.", dichiarò senza troppi giri di parole la Coach, non appena Kurt si fu accomodato dinnanzi a lei. " Intendo chiederti di dimostrarmi all'allenamento di oggi quello che sai fare. Si tratta di un provino. Se sei davvero bravo come dicono diventerai il kicker temporaneo dei Titans."
Tutto quello per il giovane suonava come un: " Mi servi. Non accetto un 'no' come risposta. ", e anche se le sue idee sul motivo di quella convocazione erano appena state disattese - non sapeva però se preferire quell'argomento a quello 'Karofsky' -, si ritrovò a socchiudere per qualche secondo le labbra, umettandole in un'espressione pensierosa. Solo qualche istante dopo stava già cercando di trovare un modo gentile per rifiutare l'offerta. Perché lui aveva già dato parecchio come giocatore di football e, oltre la gioia per la vittoria - la prima dello scorso campionato ottenuta grazie a lui, ci teneva a precisarlo -, continuava a non riuscire a comprendere quello sport così assurdo e violento, e anche assolutamente fuori moda: le ghette prima di tutto dovevano essere messe al bando! Inoltre, l'idea di stare con degli omofobi come Azimio e Karofsky - quest'ultimo omofobo forse no, ma gay represso sicuramente - non lo ispirava più di tanto.
" Ecco Coach...", esordì piano. " Non credo sia una buona idea. Penso siano giunte anche a lei le voci riguardanti i miei problemi con alcuni giocatori della squadra. Non prenderebbero bene il mio provino per l'ingresso nel team... neanche un anno fa sembravano tanto felici del mio temporaneo reclutamento."
Forse messa in quel modo poteva passare come un gentile rifiuto.
" Al contrario. Potrebbero iniziare a rispettarti Hummel, perché tra compagni è un fattore necessario per l'unità di squadra. È questo quello che cerco di inculcare nei miei ragazzi: il rispetto per il prossimo."
Rispetto? Da Karofsky e Azimio?
Quelle parole, messe vicine, suonavano tanto strane quanto piacevoli per Kurt. L'essere rispettato da quei due trogloditi, soprattutto dal suo ormai 'bullo personale', sembrava quasi un sogno.
Si ricordava ancora quanto fosse diventato popolare quando faceva parte delle Cheerios - e anche nel breve periodo nel quale aveva militato nella squadra di football - e, forse, poteva accadere ancora lo stesso con i Titans... sarebbe stato piacevole ed anche costruttivo, soprattutto per fare un po' di chiarezza in quella situazione così scomoda e confusa.
Le rivolse quindi un sorriso quasi complice.
" Quando sono gli allenamenti?"


Quando Dave Karofsky vide entrare Hummel negli spogliatoi fu quasi certo di avere un infarto - forse anche a causa del ricordo di quel bacio che gli aveva rubato qualche giorno prima proprio in quel luogo -, e anche se probabilmente stava per esalare il suo ultimo respiro, si aggregò senza pensarci al suo migliore amico che ebbe subito da ridire.
" Sei venuto a spiarci l'uccello, femminuccia?", esclamò Azimio, irritato dalla sola presenza dell'altro nello spogliatoio, cercando con lo sguardo il supporto di Karofsky, che si limito ad assentire. Doveva sembrare disgustato, ma in realtà si era quasi incantato nel rendersi conto di quanto fosse 'ridicolmente carino' Hummel vestito in quel modo: pantacollant neri, maglietta lunga a mezze maniche blu e fascia nei capelli sempre del medesimo colore.
Il ragazzo non parve stupito da quell'accoglienza e li guardò con disapprovazione - evitando però il contatto visivo con Dave -, mettendosi una mano sul fianco in una posizione di nonchalance.
" In quale mondo potrei voler guardare il vostro uccello?", rispose con tono di superiorità, gesticolando con l'altro arto che finì irrimediabilmente sui suoi capelli per sistemarli. " Decisamente non in questo. Non siate così egocentrici: voi scimmioni non mi interessate minimamente."
" Allora perché sei qui? Vuoi far infinocchiare qualcuno?", domandò acidamente Karofsky, ignorando l'ennesimo rifiuto che riceveva dal ragazzo e cercando solo di avere su di sé i suoi occhi chiari.
Non poteva essere accettato da Kurt, ma almeno voleva specchiarsi nelle sue iridi... anche se sapeva che tutto quello poteva essere pericoloso. Il piccolo elfo sapeva il suo segreto, e se Dave giocava male le sue carte, quello non sarebbe stato più un segreto tra loro due - c'era anche quel tipo di quell'altra scuola, ma preferiva non pensarci neanche: l'aveva visto una sola volta e già sentiva di detestarlo.
Forse, si disse, doveva essere solo un po' più gentile... ma era difficile essere se stessi: era più semplice fingersi qualcun altro.
" Karofsky vuoi grane?", esclamò Finn che, nell'entrare negli spogliatoi, aveva sentito la battutaccia del compagno di squadra.
Il quarterback affiancò con fare protettivo il più piccolo, donandogli un sorriso.
" Sei pronto, Kurt? O devi lamentarti ancora per l'attrezzatura?", ridacchiò Hudson, dandogli in mano un casco della squadra.
" Certamente, Finn. Lo farò in ogni caso!", cinguettò gentilmente Hummel, ricordando le lamentele che solo qualche minuto prima aveva riversato sul fratellastro a riguardo delle attrezzature puzzolenti della squadra, infatti lanciò subito un'occhiata critica al casco.
Ci pensò poco, almeno per il momento, e rivolse un sorriso anche agli altri membri del Glee Club che facevano parte del team di football.
Dave dalla sua era sempre più confuso, sembravano conoscere il motivo per quella strana scena che si presentava davanti agli altri membri della ma nessuno pareva intenzionato a porre una domanda che avrebbe potuto spiegare quella situazione o, forse, non ne ebbero il tempo perché poco dopo la Coach li convocò in campo.
Corsero tutti sull'ampia distesa verde - Hummel era così piccolo in confronto a tutti quei giocatori, e quel suo modo di vestirsi lo rendeva ancor più minuto, notò Karofsky - e Kurt andò ad affiancare la Coach Beiste.
Questa, dando una poderosa pacca sulla spalla al ragazzino come benvenuto – gli fece anche un versetto lamentoso per la botta -, invitò con fermezza tutti al silenzio.
" Come tutti sappiamo il nostro Kicker si è infortunato durante l'ultimo allenamento.", ricordo la donna con voce seria. " E questo che stiamo per fare è un provino."
" Un provino? Con Hummel?!", esclamò indignato Azimio.
" Aspetta prima di parlare Az.", ghignò Puck. " Lance Bass ci ha fatto vincere una partita lo scorso campionato."
Lo scorso anno, ripensò Dave, quando ancora effettivamente lui militava nelle file della squadra di Hockey del McKinley e non seguiva affatto il football - il team faceva schifo e lui non voleva essere un perdente… era in quel periodo che poi Azimio, dopo una vittoria della squadra, aveva lasciato l’hockey - e, a quella rivelazione trovo semplice ritrovarsi a pensare un: " Ma che si mi sono perso?"
Kurt, in tutta risposta, sorrise - gli piacevano i complimenti ma lo facevano imbarazzare visto che, oltre il Glee, non era solito riceverli - e, con dei movimenti eleganti e attenti, si mise gli auricolari del suo I-pod nelle orecchie.
La donna era stata chiara: niente lettore cd. Ma gli aveva almeno concesso quello – “Devo essere stuzzicato nei punti giusti per dare il meglio di me.”, le aveva detto. " Sono pronto Coach.", dichiarò mentre Finn metteva il pallone in posizione.
" Prego.", assentì la donna con un gesto della mano, senza nascondere una certa curiosità - Hummel non sembrava assolutamente un giocatore di football ma lei sapeva bene che le apparenze potevano ingannare.
" Kurt. Il casco.", lo riprese poco dopo Hudson, ricordando al ragazzino quel casco che, ad una prima annusata, puzzava come aveva sospettato.
" Sì. Sì. Lo so.", borbottò mettendosi la protezione ed accendendo il suo I-pod.
Si trattenne dal ballare nel sentire Tik Tok di Ke$ha - altra cosa che gli aveva vietato la Beiste - e, muovendo un po' il collo come per sciogliere i suoi muscoli, prese la rincorsa. Colpì la palla ovale con forza e precisione e, come era accaduto in tutte le volte precedenti, mandò il pallone tra i pali, effettuando un Field Goal - o almeno così l'aveva chiamato Finn quando si era impegnato per spiegargli le regole di quel gioco.
Nel compierlo, in ogni caso, si sentì invadere dalla familiare sensazione di soddisfazione e orgoglio che l'avevano animato quando aveva ricoperto per la prima volta quel ruolo. Era stato proprio il football a fargli capire che poteva fare tutto: lui era in grado di fare qualsiasi cosa desiderasse.
Si tolse il casco con un ampio sorriso sulle labbra rosate e guardò la Coach Beiste in attesa dell'ormai ovvio esito positivo di quel piccolo provino - si permise anche di lanciare un'occhiata di pura superiorità a Karofsky, pensava di meritarsi quella piccola rivincita dopo tutto quello che gli aveva fatto passare.
" Sei in squadra Hummel.", dichiarò con soddisfazione la donna e, fischiando, ordinò a tutti di fare qualche giro di campo per riscaldarsi.
Nessuno si lamentò, neanche Azimio, e iniziarono a correre in totale silenzio... chi non conosceva le doti di Kurt era rimasto stupito da quanto potesse essere bravo quello scricciolo - soprattutto Dave, in più quella che sentiva era anche una sensazione positiva, anche se non sapeva ancora come definirla.


Alla fine dell'allenamento tutti si riunirono negli spogliatoi e, dopo essersi assicurata che ogni singolo membro della squadra - con un'ovvia occhiataccia ad Azimio e a Karofsky - recepisse il messaggio di rispetto che stava cercando di insegnare loro, li spedì a farsi una meritata doccia.
Kurt accolse con gioia quell'annuncio - puzzava tantissimo ed era esausto! - ma, in silenzio, restò pacificamente seduto sulle panchine dello spogliatoio mentre gli altri andavano a lavarsi. Certo, non si erano lamentati più per la sua presenza in squadra - erano ancora senza parole per le sue capacità -, ma non voleva di certo fare la doccia con tutti loro e poi, magari, venire anche accusato di aver lanciato sguardi troppo bassi. Inoltre, non voleva farsi vedere nudo, non si vergognava del suo corpo - assolutamente no! Era perfetto grazie a tutte le cure che gli riservava - ma non era abituato a fare la doccia in compagnia, soprattutto se tra quelli c'era anche il ragazzo che gli aveva preso il suo primo bacio e che, secondo le sagge parole di Blaine, aveva una cotta per lui.
Non riusciva proprio ad immaginare Karofsky con una sbandata per lui, ma poteva essere la verità... e se davvero fosse stato così, oltre che avergli preso il suo primo bacio, Dave Karofsky diventava anche l'unico essere di sesso maschile interessato a lui.
Nessun altro si era mai preso una cotta per lui - Mercedes era una ragazza e non contava, così come non contavano i baci con Brittany - e anche se sembrava la persona sbagliata, per Kurt era ugualmente importante... se solo l'altro fosse diventato solo un po' più gentile con lui, magari sarebbe anche riuscito ad avvicinarsi per fare un po' di luce su quella situazione.
Sospirò, togliendosi la fascia blu dai capelli ormai sporchi e fuori posto - fortunatamente aveva anche lo shampoo e la lacca: senza sarebbe stato perso! -, e osservando le sue nuove scarpe da ginnastica, attese con crescente impazienza che i giocatori iniziassero ad uscire.
" Hummel. Non sei ancora andato a lavarti?", lo riscosse la voce della Beiste che, tornando con delle divise, si fermò davanti a lui.
" No, Coach.", rispose con un sorriso imbarazzato. " Preferisco farla con meno folla.", spiegò, e dallo sguardo che gli rivolse la donna, sembrò quasi che questa comprendesse il suo piccolo disagio - forse proprio per il suo essere sempre stata robusta e 'diversa' dalle altre.
" Ti ho portato la divisa e la giacca.", annunciò posando tutto sulla panchina.
Kurt osservò tutto con interesse crescente. Come con la divisa delle Cheerios anche quegli abiti erano un lascia passare per la pace e per la popolarità - certo, sarebbe rimasto in squadra solo per coprire l’assenza del Kicker titolare, ma sperava che in quel tempo qualcosa cambiasse.
" Merci.", la ringraziò con gentilezza, infilando tutto nell'armadietto che gli era stato assegnato e quando vide uscire i primi giocatori, prese shampoo, bagno doccia e accappatoio, andando con crescente necessità verso le docce.
Si spogliò lì e, lanciando una timida occhiata a quelli che ancora si lavavano, si infilò nella doccia più lontana sentendosi subito rinfrancato dal tiepido fiotto d'acqua che lo investì.
Sembrava quasi allontanare la stanchezza oltre che la sporcizia ed il sudore e, iniziando a lavarsi con cura, si perse nei suoi pensieri - aveva davvero un buon odore quel nuovo bagno doccia! - che lo spinsero a non rendersi neanche conto dello sguardo che gli rivolsero Karofsky e Azimio, che uscivano in quel momento.
A differenza del secondo però, Dave si sentì dispiaciuto nel doversi allontanare proprio quando l'altro aveva deciso di fare la sua apparizione - si vergognò poi come un ladro per aver pensato che, nel vederlo nudo, aveva buon materiale per delle serate passate in solitudine con le mani nelle mutande.
Seguì a malincuore l'amico che, borbottando, si lamentò ancora della presenza di Hummel.
" Ma te ne rendi conto che dobbiamo dividere la doccia con quella checca?"
" Già. Almeno ha avuto la decenza di stare lontano.", ribatté Karofsky, celando nelle sue parole una vana difesa nei confronti di Kurt.
" Spero non ci facciano ballare come delle femminucce ora che c'è anche Hummel in squadra.", continuò Azimio, rivestendosi.
Dave non rispose, limitandosi ad infilarsi i boxer lentamente, perdendosi invece nei suoi pensieri. Per restare in squadra doveva per forza seguire le direzioni della Coach e finché non finivano per fare cose umilianti, che gli avrebbero spediti alla base della piramide della popolarità liceale, poteva anche tentare di dimostrare a Kurt quel lato di lui che non conosceva.
Avrebbe smesso di spingerlo contro gli armadietti - rinunciando in quel modo all'unico contatto fisico che avevano - e non gli avrebbe più tirato addosso le granite - sarebbe stato decisamente più difficile rinunciare alla vista di quel gelido liquido che percorreva il corpo del suo piccolo elfo... ma a quello c'era una soluzione: nelle docce poteva ammirarlo nudo e bagnato.
Un brivido lo percorse fino a riversarsi tra le sue gambe, causandogli un principio di erezione tanto frustrante quanto inadeguata. Si morse le labbra e, infilandosi i pantaloni con rabbia, cercò di pensare a qualcos'altro che non comprendesse Kurt Hummel nudo sotto il fiotto della doccia, bagnato, con tante piccole goccioline che percorrevano il suo corpo che sembrava fatto di porcellana… ci stava pensando eccome, altro che smettere di farlo!
Quella sensazione lo riportò indietro nel tempo, a quando l'anno prima aveva assistito ad una sua esibizione del Glee Club nella palestra del McKinley.
Aveva ballato Push It insieme agli altri sfigati del gruppo e con Azimio, a fine esibizione, aveva riso per tutta la giornata, prendendoli per idioti, ma dentro di sé si era sentito... eccitato.
Non era per quella saputella che parlava troppo - della quale in quel momento non si ricordava neanche il nome - né per Mercedes Jones - vecchia cotta mai confessata di Azimio - o per l'asiatica, il suo sguardo si era catalizzato sul minuto corpo di Kurt Hummel - un ragazzo, dannazione! - che si muoveva sensualmente, cantando quella canzone dall'erotico significato.
Inizialmente ignorò il fattore più sbagliato di tutta quella situazione - il fatto che Hummel fosse un maschio e non una femmina - ed osservò lo spettacolo nascondendo sotto la giacca della squadra di Hockey la sua erezione.
Il ragazzo muoveva il bacino, ondeggiava provocante e ‘trasfigurava’ il suo volto in espressioni di puro piacere… davanti a tutto quello era stato semplice per Dave immaginare quel corpo nudo sotto il suo, sudato e tremante per il piacere, quelle labbra gonfie ed umide di baci, gli occhi chiari resi più scuri dalla lussuria.
Quel giorno, dopo essere venuto nei pantaloni solo nell'immaginarsi Kurt in quelle sensuali vesti, si rese conto di non essere poi così tanto etero. Ovviamente tacque con tutti su quella scoperta, anche con sé stesso all'inizio, ma quando ignorarlo era diventato quasi impossibile - il vestito di Lady Gaga gli donava quasi eccessivamente - aveva iniziato a tormentarlo.
Era stato semplice, almeno a scuola, fingere di essere 'normale' e si era spesso ritrovato a ridere alle battute omofobe di Azimio, dichiarando inoltre di voler entrare nelle mutande di Santana come qualsiasi altro ragazzo in quell'istituto... peccato che nella solitudine della sua camera, quando nessuno poteva giudicarlo, ammetteva che non erano gli slip di Santana che voleva strappare via ma quelli di Hummel.
Sospirò rocamente e si sedette sulla panchina cercando con la sola fermezza mentale di far tacere la sua eccitazione - presto sarebbe stato a casa e avrebbe fatto quello che un giorno l'avrebbe reso cieco... o che gli avrebbe fatto perdere la mano, a seconda dei casi.
" Ehi amico! Sei pallido!", la voce di Azimio lo riscosse e, infilandosi la maglia, Dave cercò di sembrare tranquillo... anzi, ghignò anche cercando di rimettere sul suo viso la solita maschera di strafottenza.
" E ci credo, Az! Ti ho immaginato con il tutù.", rise anche abbastanza sinceramente all'idea dell'amico in quella veste.
" Molto simpatico, David!", ringhiò Azimio, ormai pronto per lasciare gli spogliatoi. " Ti lascio solo con Hummel allora! Magari lo metti tu il tutù!", esclamò pensando che il lasciarlo con l'altro potesse essere una punizione per Karofsky.
" Gli spacco la faccia prima di permettergli di avvicinarsi.", mentì Dave, riuscendo però a dare un tono fermo alla sua voce, e dopo aver dato il cinque all'amico, resto solo con gli ultimi giocatori che uscivano dalle docce.
Finn Hudson, che aveva già finito, era ancora seduto lì nelle panchine, evidentemente stava aspettando Kurt per scortarlo fino al loro club per sfigati.
Gli lanciò una breve e veloce occhiata e, prendendo la sua sacca, si avviò verso l'uscita facendo però giusto in tempo per vedere Hummel uscire dalle docce avvolto da un candido accappatoio più grande di lui.
Quell'immagine, insieme al piccolo elfo nudo sotto la doccia, sarebbero state davvero ottimo materiale...
Tags: autore: kurenai88, fanfiction, glee
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