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Margherota
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[Axis Powers Hetalia] (You drive me) Crazy - 1/2

*Autore: margherota
*Titolo: (You drive me) Crazy
*Fandom: Axis Powers Hetalia
*Personaggi: Ivan Braginski (Russia), Toris Lorinaitis (Lituania)
*Generi: Erotico, Introspettivo
*Avvertimenti: Yaoi, OOC, Lemon
*Rating: Arancione
*Capitolo: 1/2
*Prompt COW-T: Prigionia
*Parole: 1190
*Note: Una RuLiet, coppia che mi mancava. In realtà volevo fare un regalo di compleanno ad una persona - in ritardo ma spero mi possa perdonare ù.ù''
Si parla del post- guerra fredda, dove Ivan è solo soletto in casa sua e ha come unica compagnia Toris. Questo per specificare (L)
Ho messo l'avviso OOC perché non sono per nulla abituata a muovere questi due çWç''
Diciamo che voglio fare due capitoli e che questa è la premessa per la lemon vera e propria (L) Spero che NekiRika possa gradire çWç


La prima volta ne era stato sorpreso anche lui, colto alla sprovvista in un gesto a cui non aveva pensato minimamente e che non aveva per nulla previsto. Si era ritrovato in quella situazione e non aveva capito come, traendo dall'esperienza solamente il negativo. Come poteva, proprio lui, comportarsi a quella maniera? Non se lo spiegava e tentava anche di non pensarci, con tutte le sue forze. Non perché fosse un codardo e avesse paura di qualcosa, quanto piuttosto perché, anche a essere terribilmente sincero, non sarebbe riuscito a dare una risposta soddisfacente a quanto aveva fatto.
Quando Ivan, con tutta l'innocenza del mondo, gli aveva chiesto di pulire la mano che si era appena sporcata della torta che stavano mangiando assieme - quella torta l'aveva preparata lui, con le sue mani - Toris non aveva perso un solo secondo e, preso il proprio tovagliolo, aveva cominciato a pulire il suo ex- padrone. Almeno fino a che i suoi pensieri, liberi da ogni anche labile prigione emotiva, erano andati a focalizzarsi su alcuni ricordi del passato, specialmente sulle terribili ore che proprio quelle mani gli avevano fatto passare. Ma non era stata angoscia, quella sensazione strana che gli aveva preso il petto, ma un misto di soddisfazione e di pace: ora erano lì, tra le sue dita, innocue e fragili, consapevoli di cosa volessero dire la sconfitta e l'umiliazione. Provò tenerezza, ironicamente, per le mani del suo aguzzino. A quel punto, semplicemente agì.
Ivan quasi si prese un colpo quando sentì le labbra del lituano contro la pelle, morbidi e soffici, che si muovevano lentamente in una carezza intima e sensuale. Guardando verso l'uomo, poté vedere il suo sguardo vitreo, distante, perso con ogni probabilità nelle emozioni e nelle sensazioni che quel gesto stava trasmettendo al suo cervello, attivo unicamente per sentire tutto quello. Fu strano anche per lui, specialmente quando le labbra inglobarono, per primo, il lungo indice, passandovi sopra e tutt'attorno la lingua calda e umida di saliva.
I sensi di Ivan vibrarono tutti, fremendo visibilmente, come non capitava loro da anni.
I sensi di Toris invece si erano concentrati tutti sulla bocca, amplificando per mille il senso del tatto e del gusto. Con le mani, l'uomo teneva l'intero arto fermo, forse in una paura repressa di veder scappare la propria preda - con la bocca, faceva scivolare le labbra lungo tutto il dito, ripetutamente. Quando arrivò ancora vicino al palmo, aprì di più le labbra e fece uscire la lingua, facendo passare la punta nell'attaccatura tra le due dita, lentamente.
Poi Toris si svegliò, alzando gli occhi all'improvviso e incontrando lo sguardo sconcertato di Ivan, che ancora non era riuscito a spostare gli occhi da lui, ipnotizzato da quanto stava accadendo.
Il lituano tornò subito al suo posto, rossissimo in volto, cominciando a farfugliare in maniera convulsa scuse di ogni tipo e pulendo con il suo tovagliolo quanto fatto.
Era impazzito, questo era stato il pensiero comune. Era impazzito a causa della situazione inconsueta che i due avevano vissuto e si era comportato di conseguenza, forse rimpiangendo quei rapporti di forza espliciti che erano sempre stati rispettati durante la sua prigionia passata.
E questa tesi avrebbe anche retto, sia per l'uno che per l'altro dei due uomini, senonché un episodio fin troppo simile capitò, ancora.

La seconda volta, pur non essendo più la novità del momento, fu lo stesso causa di un forte trauma, forse probabilmente perché Ivan si rifiutava di essere sincero sia con sé stesso sia che con Toris e sia perché quest'ultimo, anche avendo intuito la propria condizione, non riusciva a imporsi in alcun modo sull'altro, troppo spaventato dall'ombra del dittatore che era stato. In fondo, era normale: non erano ancora abituati a vedersi in quella nuova veste, non erano ancora abituati a considerarsi simili e così vicini, reduci dal periodo più nero di entrambe le loro vite. Erano come animali selvatici, che sospettosi si squadravano l'un con l'altro, cercando di considerare davvero l'esistenza altrui senza averne un gran danno, alla fin fine. Ma il punto era che era fin troppo difficile cambiare.
Ivan si era nuovamente ubriacato con la sua amatissima vodka, lasciandosi trascinare dalla malinconia di quella casa quasi vuota, ogni tanto urlando e ogni tanto agitandosi come se avesse ancora in mano il suo terribile tubo idraulico, senza rendersi conto di non avere pubblico e di essere totalmente disarmato. Faceva pena e pietà assieme. Ma invece di lasciarsi andare a sentimenti tanto riprovevoli, Toris decise di aiutarlo: lo condusse, lentamente e non senza molte difficoltà, al suo letto, riuscendo anche a stenderlo sopra il materasso.
Lì il russo non si mosse più, cominciando a respirare pesantemente - probabilmente con la mente intrappolata in qualche assurdo pensiero poco lucido. Il lituano aveva cominciato a spogliarlo, ed era stato proprio allora, quando aveva scoperto il suo ampio petto, che aveva tergiversato.
Ricordava perfettamente la prima volta, stampata com'era nella sua memoria sobria. La ricordava, e ancora ne aveva timore, esattamente come aveva timore dello sguardo di Ivan.
Guardò in viso il suo padrone, cercando qualche segno di lucidità nascosta. Non ne trovò e, in maniera codarda, il suo cuore ne fu davvero felice.
Si abbassò titubante verso il suo corpo, fino a essere sopraffatto in maniera totale dalla bellezza che quello gli trasmetteva. Fu vinto, ancora.
Fece passare le mani per tutto il petto, lasciando che i polpastrelli tastassero la carne e i muscoli sodi come mai prima di allora aveva fatto - Ivan sospirò forte ma non disse nulla. Baciò il suo ventre, più volte, avvicinandosi all'ombelico e quindi alla pelle morbida, leccando piano. Sapeva di buono, e lui ne volle di più. Si mise sopra il letto, quasi a cavalcioni sopra l'uomo, così da poter arrivare meglio ovunque egli desiderasse. Lo spogliò maggiormente, andando poi a mordergli un fianco. Ivan protestò, ma solo per un istante, mentre Toris risaliva fino al petto e lì restava, con la bocca. Avvolse con le labbra un capezzolo, cominciando a succhiare, e portò all'altro una mano libera. Ivan gemette, muovendosi un poco e chiudendo gli occhi a quello.
Toris sentiva il sapore del suo padrone invadergli la bocca, partendo dalla lingua ed espandendosi per tutto il palato. Gli piaceva sentire la carne morbida diventare dura e, in qualche modo, gli piaceva anche pensare che il merito di tutto quello era solo e solamente suo. Come se i ruoli di schiavo e padrone fossero stati ribaltati, in tutto quello.
Poi alzò lo sguardo e vide consapevolezza negli occhi di Ivan.
Con un balzo fu lontano dal letto - e scappò via, pieno di imbarazzo e vergogna.

Toris ne era diventato consapevole, dopo quella volta. Lo sentiva dentro di sé come una certezza assoluta.
Non aveva smesso un solo istante di essere un servo, muovendosi di poco in quella prigionia mentale e fisica che Ivan era riuscito a imporgli, tanto tempo addietro.
Solo così si spiegava la sua adorazione per quell'uomo, solo così la forza del legame che lo spingeva verso di lui - e non altro, non sarebbe riuscito a sopportarlo davvero.
Per questo, senza più innalzare alcuna difesa, si era diretto consapevolmente alla terza volta, quella che sancì in via definitiva chi mai comandasse e chi mai fosse comandato. In una pazzia totale e imperante.
Tags: autore: margherota, axis powers hetalia, fanfiction
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