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[Glee] Corners of my mind

Titolo:Corners of my mind
Fandom:Glee
Personaggi:Jesse St.James, nominata Rachel Berry
Parte:1/1
Rating:verde
Conteggio Parole:673
Riassunto:Jesse St.James deve rinunciare a qualcosa per ottenerne un'altra.
Note: Scritta per la seconda settimana della COW-T, seconda missione “Orgoglio”.
La prima fic che scrivo da un anno a questa parte, una St.Berry perché loro due sono perfetti insieme e perché andrò a cercare Ryan Murphy di persona se non mi fa tornare Jesse in un modo o nell'altro! ^^ Il titolo è tratto da “The Way We Were” di Barbra Streisand.


Una delle prime cose che aveva imparato frequentando l'UCLA era che l'orgoglio non sempre paga.
Le prime settimane che aveva passato a Los Angeles erano state tanto entusiasmanti quanto difficili da sostenere: rendersi conto di non essere più la star incontrastata di una piccola cittadina dell'Ohio che poteva permettersi di guardare dall'alto in basso ogni altro solista che si presentava alla Carmel High School convinto di poter competere con lui non era stato semplice, anzi c'era voluto più tempo del previsto per ammettere che molti dei suoi compagni di corso fossero dotati quanto lui, se non alcuni addirittura di più, e per farsi degli amici che non fossero solo dei bravi accompagnatori per le sue esibizioni da solista. Durante le lezioni aveva imparato a unire la sua voce a quella dei compagni senza dover primeggiare ad ogni costo e sebbene il suo carisma naturale gli permettesse di ottenere ruoli da protagonista più spesso di altri, le sue uscite di scena drammatiche dopo l'assegnazione di un brano a chiunque non fosse lui si erano visibilmente ridotte nel tempo, fino a scomparire del tutto dopo un paio di mesi dall'inizio dei corsi.
Questo “ridimensionamento” di Jesse St.James era stato forse il motivo per cui quella mattina, sentendo i primi accordi di “Don't Rain on my Parade” provenire dalla stanza accanto alla sua, aveva ripensato a quello che era successo con Rachel.
Non si era più fermato a pensare seriamente a come era finita tra loro due dopo la sua partenza, si era semplicemente lasciato tutto alle spalle credendo che in fondo lei si sarebbe consolata con Finn e che lui aveva così tante opportunità da cogliere da non poter perdere tempo a riflettere su una stupida storia adolescenziale. Il problema era, ripensandoci, che non era stata una stupida storia adolescenziale. Si era davvero affezionato a quella ragazza così simile a lui, ambiziosa e drammatica, una piccola stella in crescita che lo aveva incantato con la sua voce cristallina e le sue reazioni esagerate, così confusa da essere riuscita a colpirlo senza neanche rendersene conto.
Ritornare dai Vocal Adrenaline e farle del male come gliene aveva fatto gli era costato parecchio, però niente poteva interferire con il suo futuro, così aveva sacrificato lei ed era andato avanti per la sua strada.
Solo ora si rendeva davvero conto che le doveva almeno una spiegazione: era stato uno stronzo e doveva scusarsi in qualche modo. Certo, sarebbe stata una bugia dire che nella stessa situazione non avrebbe rifatto tutto, in fondo così facendo aveva vinto sia la competizione che la borsa di studio per l'UCLA, però una vocina fastidiosa nella sua testa aveva iniziato a stuzzicarlo proprio sentendo quelle note, ricordandogli la prima volta che l'aveva vista.
Doveva parlare con lei, dirle tutto quanto e sperare solo che il discorso di Rachel non fosse troppo lungo. Oh sì, perché se la conosceva almeno un po', poteva dire con quasi assoluta certezza che avesse un discorso pronto nell'eventualità che lui si rifacesse vivo, probabilmente addirittura trascritto su uno di quei suoi foglietti rosa e riposto nel cassetto accanto al suo letto insieme alle bozze dei discorsi di accettazione dei Tony, almeno cinque, che avrebbe vinto in futuro.
Doveva raccontarle della sua lite con Shelby subito dopo la vittoria, quando gli aveva detto che non intendeva avere alcun rapporto con lei, spiegarle che non avrebbe mai accettato di tenderle quell'agguato nel parcheggio se la sua leadership in quel momento non fosse stata tanto in pericolo, e lui non poteva assolutamente permettersi il rischio di perdere il ruolo da protagonista nella loro ultima performance, e confessarle che, nonostante tutto ciò che era successo dopo, quello che avevano condiviso era stato importante ed era stato vero.
Mettere da parte tutto il suo orgoglio e chiedere scusa: una frase quasi impronunciabile dal vecchio Jesse era il mantra che continuava a ripetere quella vocina nella sua testa mentre componeva il suo numero e attendeva che rispondesse.
Sentire “The Way We Were” in sottofondo prima ancora di sentire la sua voce fece cambiare quel mantra: per lei ne valeva la pena.
Tags: autore: brilu, fanfiction, glee
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