Consulting Criminal (Lady of The Nord) (nessie_sun) wrote in fanfic_italia,
Consulting Criminal (Lady of The Nord)
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[GLEE] - And this is what a family is

TITOLO:  And this is what a family is.
FANDOM: Glee
PERSONAGGI: Kurt Hummel, Finn Hudson, Carole Hudson e Burt Hummel (nominati Rachel Berry e Blaine Anderson)
BETA: nessuno ;__;
RATING: PG
PROMPT: alcolismo @ bingo_italia 
PAROLE: 2262 W
DISCLAIMER: nessuno dei personaggi citati in questa storia è mio, sono tutti di Murphy. Ovviamente, non ci guadagno un centesimo.
NOTE: allora. Io avevo questo prompt, alcolismo, per il bingo e non sapevo assolutamente che accidenti scriverci con un prompt del genere. Poi, è arrivata la 2.14 di Glee e mi si è aperto un mondo XD Non credo che un ep di un telefilm mi sia mai capitato altrettanto tempestivamente, prima XDD Così, ho deciso che avrei sicuramente scritto qualcosa su questo episodio. Poi, è successo anche che ho iniziato a parlare con flannery_flame  di quanto entrambe amiamo la famiglia Hummel\Hudson ♥♥ e di quanto vorremmo molti più momenti che la riguardano. Quindi, alla fine, ho deciso che sarebbe stato un missing moment riguardo Finn e Kurt. Io non li shippo, ma amo il loro rapporto come fratelli e credo che Murphy ci si dovrebbe concentrare molto di più. O, per lo meno, non far sembrare il tutto come se neanche vivessero insieme u.u (ma che ne parlo a fare? Murpy è quello che non fa fare un assolo a Kurt da millenni ><) E si sa, dove ci sono rapporti tra fratelli ci sono io XDD 

 

 

Kurt non ha avuto l’ingenuità di sperare che, dopo la conversazione con suo padre, la questione riguardante la presenza  di Blaine in camera sua fosse stata archiviata (soprattutto considerato quello che si sono detti), ma aveva immaginato che almeno non sarebbero tornati sulla storia dell’alcool visto che aveva spiegato chiaramente e senza alcun tipo di fraintendimenti che lui non aveva assolutamente bevuto.
Nel momento in cui entra in cucina e trova Carole e Burt intenti a fissare Finn, che sta lanciando strani sguardi in giro per la stanza come se stesse cercando una via di fuga, con sguardo particolarmente truce, si rende conto di essersi sbagliato.
“Ah, bene. Adesso siamo proprio tutti.” annuncia Burt, spostando la sua attenzione verso Kurt e facendogli un gesto deciso perché si sieda a sua volta. Kurt si sistema lentamente sulla sedia dall’altra parte del tavolo rispetto dove si trova Finn e accavalla le gambe, socchiudendo gli occhi e scrutando tutti i presenti con sospetto.
“Che succede?” chiede, lanciando un’occhiata di sfuggita al fratellastro.
“Succede che siamo molto arrabbiati e delusi  per come vi siete comportati entrambi.” dice Carole con trono serio e a Kurt fa un po’ impressione come sempre, perché ancora non si è abituato per niente a vedere Carole seria o arrabbiata.
“Ma…” inizia Finn, portando le mani in avanti per dare più enfasi alle sue parole.
“Ma niente. Siete stati ad  una festa dove, a quanto pare, l’obiettivo principale era ubriacarsi e, nel caso lo aveste dimenticato, nessuno dei due è autorizzato a bere almeno finché non avrà raggiunto i ventun anni. E anche allora ne avremo da riparlare.”
“Oh, non staremo discutendo di nuovo di questo?” sbotta Kurt, incrociando le braccia al petto. Gli dà incredibilmente fastidio l’atteggiamento che ha assunto suo padre riguardo quella situazione.
“Sì che ne stiamo discutendo.” ribatte Burt, severamente “C’è molto da discutere,qui. Specialmente per quanto ti riguarda.”
Oh, è incredibile!Ti rendi conto del mondo in cui ti stai comportando? Il fatto che Blaine abbia dormito qui senza che ti abbia chiesto il permesso e quello che sarebbe potuto succedere non ti dà fastidio perché ho infranto qualche regola, ma ti mette a disagio perché siamo entrambi due ragazzi. Non avresti fatto tutte queste storie se Finn avesse fatto restare a dormire qui una ragazza ubriaca!” esclama Kurt tutto d’un fiato, scattando in piedi.
“Io non ho fatto dormire qui nessuna ragazza l’altra notte.” si sente in dovere di sottolineare Finn a quel punto, nell’apparente convinzione che la cosa possa essere d’aiuto in qualche modo.
“Non è così e lo sai benissimo.” dice Burt, osservando attentamente suo figlio “Lo sai, forse… forse potrò anche non essere esattamente a mio agio con l’idea che tu faccia sesso con un altro ragazzo…” Burt si interrompe per qualche istante ed inizia ad assumere una colorazione fortemente color porpora “… perché non so esattamente come funzioni, ma non mi sono mai sentito a disagio per te. E tu dovresti riconoscere di esserti comportato scorrettamente facendo dormire qualcuno qui senza averlo chiesto. Considerato, poi, per quale motivo il tuo amico ha dormito qui.” conclude, togliendosi il cappello dalla testa e passandoci sopra il palmo con una mossa nervosa.
Kurt tace per qualche istante, considerando la cosa. Che suo padre non si senta propriamente a proprio agio pensando a ciò che il suo essere gay implichi concretamente è abbastanza ovvio e Kurt se ne sente ferito, ma deve riconoscere che in quel suo atteggiamento non c’è niente di intenzionale per lo meno. Forse, è di nuovo quel lato un tantino melodrammatico che c’è a lui ad aver esagerato un po’ le cose.
“Non è successo nulla, comunque, no?” mormora Kurt. E’ ancora risentito, ma  c’è sempre una traccia di dispiacere dentro di lui che non può evitare di provare quando litiga con suo padre.
“Il punto è” interviene nuovamente Carole “che ci avete raccontano una bugia e siete andati ad una festa in cui si sono ubriacati tutti. Ci aspettiamo di poterci fidare di voi, specialmente se siete insieme.”
“Ma per favore! Lo state facendo sembrare come se fossimo vittime dell’alcolismo o chissà che! Anche voi bevete a volte.”
“Non credo che questo sia d’aiuto, Finn.” constata Kurt e si massaggia la tempia con due dita, mentre assume una posa piuttosto drammatica.
“L’alcol può essere molto pericoloso, Finn. Può andare bene bere un bicchiere di vino o una birra ogni tanto, ma non va bene ubriacarsi. O bere se si deve guidare. Soprattutto se si hanno sedici anni.”
“Tra l’altro, mi aspetto che tu sia un esempio per Kurt.” aggiunge Carole, con una chiarissima ombra di rimprovero sul viso.
“Vestito in quel modo?” si lascia scappare Kurt e davvero, davvero, non può impedirsi di dirlo.
“Nessuno dei due ha bevuto! Eravamo assolutamente sobri!” esplode Finn, allora. Non riesce veramente a capire come sia venuta fuori tutta quella tragedia.
“Avete tradito la fiducia che avevamo in voi. Quindi, siete entrambi in punizione.”
“Non è giusto! Non ho fatto nulla! Ed è Kurt quello che ha fatto restare a dormire qui il suo fidanzato!”
Se le occhiate incenerissero, quella che Kurt lancia a Finn in risposta a quelle parole lo avrebbe ridotto ad un mucchietto di cenere sul pavimento della cucina.
“Non è il mio fidanzato.” ringhia, scandendo ogni parola. Non è più nemmeno certo che sia gay, a quanto pare, pensa Kurt ma si guarda bene dal dirlo ad alta voce.
“Niente televisione e play station per due settimane. E puoi iniziare a fingere di non avere una patente per il prossimo mese.”
Alle parole di sua madre, Finn sgrana gli occhi così tanto da farli somigliare a due palline da ping pong impossibilmente dilatate.
“Ma mamma!”
“Niente mamma, signorino.”
“E per quanto riguarda te, la tua collezione di musical è sequestrata a partire da ora.” dichiara Burt, rifiutandosi di considerare quanto possa suonare assurda una punizione del genere per la maggior parte del mondo.
La reazione di Kurt è immediata. Punta le mani sui fianchi, tira su il mento in un gesto ferito e apre la bocca in una O di sdegno totale; poi, senza scomodarsi a dire alcunché, gira suoi tacchi ed esce dalla stanza a passo spedito.
Per un istante, a Finn sembra di assistere ad una delle famigerate uscite di scena di Rachel ma, una volta tanto, sceglie saggiamente di tacere. D’altronde in questo, come in molti altri campi (sempre di più, a quanto pare), quei due hanno un sacco di cose in comune.
“Non è per niente, per niente, giusto.” ribadisce Finn con enfasi, storcendo la bocca in una smorfia contrariata, prima di lasciare la stanza anche lui.
Carole e Burt restano per qualche istante in silenzio, poi Carole si lascia andare sulla sedia su cui fino a poco prima era seduto suo figlio.
“Poteva andare peggio.” tenta di scherzare, sorridendo appena.
“Beh, volevamo costruire una famiglia come tutte le altre, no? Credo che ci siamo riusciti: i nostri figli ci odiano esattamente come in qualsiasi altra famiglia i figli odiano i propri genitori.”
Hanno proprio avuto qualcosa di quel genere, infatti, considera Burt: una classica discussione tipica di qualsiasi famiglia. In un certo senso, è quasi confortante.
“Sapevamo che ci sarebbero stati anche momenti difficili, liti e tutto l’intero pacchetto che comporta avere a che fare con due adolescenti. Questo è uno di quei momenti.”
“Vero.” annuisce Burt, chinandosi verso sua moglie “Ma sai, non è così male se ci sei tu con cui affrontarli.”
L’uomo bacia dolcemente Carole che risponde al bacio con amore, mentre si dimenticano di tutta quella faccenda almeno per un minuto.

**********

“Non posso proprio crederci.”
La voce di Finn raggiunge Kurt giusto un attimo prima che inizi a salire la scale che portano al piano superiore.
“Che c’è Finn?” gli chiede scocciato, voltandosi. Non ha la minima voglia di parlare con nessuno, in quel momento.
“Lo sai che è colpa tua se siamo in punizione, vero?”
“Scusami?”
“Sei tu che hai insistito tanto per far dormire Blaine qui, mi pare di ricordare. E’ il tuo fidanzato che non avrebbe dovuto essere qui.”
Kurt lancia al suo fratellastro l’ennesima occhiata assassina.
“Punto primo, e non lo ripeterò in futuro, non è il mio fidanzato. Punto secondo, che avrei dovuto fare? Farlo tornare a casa ubriaco così si sarebbe schiantato contro il primo palo della luce? E per finire” aggiunge continuando a fissare il fratellastro con sguardo duro “a me pare di ricordare che la scintilla che ha spinto Rachel a decidere di organizzare quella festa sia venuta proprio da te.”
“Io le ho solo detto che per poter scrivere delle belle canzoni, probabilmente, doveva aver vissuto quello ci di cui voleva scrivere. Non ho mai proposto a nessuno di ubriacarsi dato che, come ho ripetuto a sufficienza, io non ho neanche bevuto.”
“Bene, certo, e faremo tutti finta di non sapere che era un qualche modo per dimostrarti qualcosa o fare colpo su di te.”
A volte, Kurt è totalmente spiazzato dall’incapacità di Finn di rendersi conto dei sentimenti delle persone che lo circondano.
“No, no. Ultimamente è, davvero, concentrata solo su sé stessa. Vuole solo avere del materiale per scrivere la canzone che canteremo alle Regionali.” ribatte Finn, lasciando scivolare le mani nelle tasche dei jeans e dondolandosi un po’ da un piede all’altro.
“Al momento mi sembra piuttosto concentrata nell’avere un appuntamento con Blaine.” butta fuori il soprano con una punta d’acidità nella voce.
Finn sbatte le palpebre per un paio di volte e non risponde nulla. Non è molto esperto di tutta questa faccenda dell’essere gay, nonostante Kurt sia un’ampissima fonte di esperienze ed informazioni, ma si ritrova ad essere piuttosto spiazzato dal fatto che ora Blaine voglia uscire con una ragazza. Più che altro, Finn si trova in difficoltà con un cambiamento di idee in tale ambito. A lui non è mai venuto in mente di baciare un ragazzo, per dire.
“Beh… sono sicuro che sistemerai le cose col tuo fi… ehm, con Blaine. Magari sta agendo ancora sotto l’influsso dell’alcol. I postumi possono essere anche piuttosto lunghi, sai? E a me sembrava piuttosto sbronzo, ieri notte.”
Kurt non lo sa molto in realtà, visto che dell’unica volta in cui si è ubriacato ha cancellato ogni ricordo. L’alcool non gli è mai, nemmeno, piaciuto ad essere onesti. Il che, forse, rende l’intera situazione ancora più ridicola.
“Non sono molto preoccupato, veramente.” inizia Kurt lentamente, poggiandosi contro la parete dietro di lui “So che è gay, lo so. Voglio dire, ho un radar per certe cose io. E’ che è… non lo so, se magari non lo fosse? Se scoprisse veramente… di essere etero? E poi, non voglio neanche che Rachel ci resti male…”
Finn osserva il sorriso piccolo e un po’ triste sul viso di Kurt e si rende conto che gli dispiace vederlo in quel modo, giù di morale e malinconico. E anche, però, che non gli va proprio di  pensare a Rachel che ha un appuntamento con un altro ragazzo. Né, tanto meno, di pensare al perché non gli vada di pensarci. Così, decide che cercare di cambiare argomento può essere una buona soluzione.
“Comunque, è stato divertente ieri sera.”
Kurt aggrotta la fronte e cerca di capire esattamente di cosa stia parlando. Forse, devono aver passato due serate differenti perché lui riesce ad trovare ben poco di divertente in tutto quello che è successo.
“Sì, insomma, quando abbiamo portato Blaine dentro. Trascinarlo per le scale e tutto il resto. Nonostante fosso completamente ubriaco, blaterasse cose senza senso e non sia esattamente una piuma da sollevare è stato piuttosto buffo.”
“Oh, proprio uno spasso. In particolar modo la parte in cui lui ha iniziato a cantare a pieni polmoni e per poco non ha svegliato l’intero vicinato.”
“Beh ok, siamo in punizione per tutta questa faccenda e continuo a trovarla ancora una cosa totalmente ingiusta e sbagliata, ma ripensandoci ora… deve essere stata una scena piuttosto comica.”
A Kurt torna in mente qualche immagine dei loro tentativi di far star zitto Blaine, di guidarlo su per le scale e del momento in cui Finn ha dovuto prenderlo in braccio mentre lui gli intimava di fare attenzione ed essere delicato. Scoppia a ridere senza quasi rendersene conto e Finn lo segue immediatamente.
“Una cosa è certa…” ansima Finn tra le risate “… il tuo amico non regge per niente bene l’alcool.”
“No, no, direi proprio di no.” concorda Kurt che si sente leggero dopo quell’improvvisa scossa di risate, nonostante tutti i problemi che gli si agitano in testa. Non appena si è calmato a sufficienza, Kurt si passa una mano tra i capelli per assicurarsi che siano in uno stato accettabile e, dopo, si avvicina a Finn di qualche passo.
“Grazie, comunque.” dice all’improvviso.
“Per cosa?” chiede Finn, prevedibilmente perplesso.
“Per avermi aiutato con Blaine, ieri notte. Anche se non ne avevi molta voglia e, ora, sei in punizione per questo.”
“Beh…” Finn esita sulle parole, senza sapere esattamente cosa rispondere “… come ti ho detto, alla fine, è stato divertente. E comunque… sì, sai credo che sia così che funziona tra fratelli… aiutarsi a vicenda e tutto il resto, sai… niente male, insomma.”
Kurt rimane spiazzato da quelle parole che non si è aspettava minimamente e sente qualcosa di caldo e familiare sciogliersi nello stomaco.
“No, niente male. Anzi, una cosa piuttosto bella.”
Finn si limita a scuotere le spalle e a sorridere un po', mentre gli dà una pacca su una spalle e inizia a salire le scale.
Kurt non può fare a meno di pensare che da quel casino alcolico, alla fine, qualcosa di buono sia venuto fuori.

 

 

Tags: autore: nessie_sun, fanfiction, glee
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