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[Supernatural] Things Go Wrong (1\2)

Titolo: Things Go Wrong (1\2)
Fandom: Supernatural
Personaggi: Dean Winchester, Castiel, Sam Winchester, nominato Gabriel e nominate Becky e le sue Girls.

Pairing: Dean/Castiel, Sam/Gabriel
Rating: NC-17, ma molto leggero
Prompt: delusione dalla mia tabella del bingo_italia 

Warnings: crack. Decisamente crack, misto anche ad un po’ di p0rn ovviamente – ma non troppo. Più avanti ci sarà anche un particolare kink, ma per ora niente che non sfoci in crack
Disclaimer: niente di tutto questo è mio, i personaggi ovviamente non sono miei e altrettanto ovviamente nessuno mi paga per scrivere codeste cose. Anzi, mi sa che tra poco dovrò pagare io.
Avvertenze: Storia a tematica omosessuale, con uomini che stanno con angeli…insomma, il solito, beibis.
Note: *facepalm per il titolo*

Avevo iniziato a scriverla per il p0rnfest, ma non sono riuscita a finirla in tempo – capo primo – e capo secondo alla fine era decisamente più crack che p0rn. L’ho divisa in due parti così posso usare due prompt della tabella sto scherzando, perché è venuta fuori decisamente troppo lunga.
Ovviamente il tono è tutto fatto per ridere. Anche se penso che alla fine se decidessero di far “celebrare il loro matrimonio” a Dean e Castiel si sarebbe probabilmente risolta in qualcosa del genere.
Enjoy e per favore, non picchiatemi.

 

Dean era scontento.
Era scontento perché Castiel era scontento, anche se non se ne rendeva conto. La dicitura esatta sarebbe dovuta essere che lo era perché Castiel avrebbe dovuto esserlo, se solo avesse avuto una conoscenza appena un pochino più approfondita di come andava il mondo.
“Dean, non fare così per favore.”
Era una litania continua negli ultimi tempi, da quando più precisamente aveva deciso di essere pronto per fare sesso con Dean (che non aveva mai dovuto aspettare così tanto per riuscire a prendersi la verginità di qualcuno, ma aveva aspettato pazientemente fino a quando non fosse pronto. E pensare che si stava parlando di un tizio di più di mille anni gli faceva venire da ridere). O era “non fare così” oppure “non è colpa tua”, e sinceramente, Dean ne aveva piene le palle.
“Smettila di dire di non fare così.” Sospirò, con ancora il viso sudato e rosso per il piacere e per lo sforzo di reggersi sulle proprie dita dei piedi, con il corpo sopra quello di Cas. “Non…comportarti come se la cosa non fosse scocciante.”
“Per me non lo è.”
“Ma per me sì, e lo sarebbe anche per te se non fossero le prime volte che fai una cosa del genere.” Sospirò di nuovo e si lasciò cadere sul letto, a fissare il soffitto.

Andava bene un piccolo insuccesso la prima volta. Infondo…infondo era stata la prima volta per tutti e due in un certo senso: per Castiel in senso assoluto, ma era anche vero che Dean prima di lui non era mai stato con un altro uomo. E le cose erano andate bene, dal momento in cui Dean aveva sbattuto Castiel contro la parete del motel – quasi un buco nel cartongesso e una commozione cerebrale da parte di Cas se non fosse stato un angelo, ma erano dettagli – a quando gli aveva abbassato i boxer, sperando di trovare qualcosa di…diverso.
“A…ah.”
“Che c’è?” aveva mormorato Castiel sulle sue labbra, senza smettere di baciarlo, e Dean aveva deciso che probabilmente, se non si lamentava, doveva essere una cosa abbastanza…normale.

Cioè, che ne sapeva lui del sesso con gli angeli? Forse era così per lui, magari gli serviva…un po’ più di tempo per ingranare, ecco.
Un po’ più di tempo finché Dean non l’avesse spogliato del tutto.
O magari finché lui stesso non si fosse spogliato.
O messo sopra di lui.
Adesso gli diventa duro, dai. Dagli tempo si disse, mentre lentamente si infilava dentro Castiel (caldo, stretto, tanto da fargli girare la testa e costringerlo a fermarsi un attimo a riprendere il controllo di se stesso) facendolo gemere di dolore – e di piacere, sperava – e cominciava a muoversi, prima piano, poi sempre più velocemente quasi senza accorgersene vista la sua incapacità di concentrarsi su qualsiasi cosa non fosse il sesso, mentre ne era nel bel mezzo. E poi a Dean sembrava che gli stesse piacendo sul serio, dal modo in cui lo baciava e tremava ad ogni tocco delle sue dita, da come ansimava e gli diceva che lo amava, lo amava alla follia… Era certo che a Castiel tutto questo piacesse.
Ma a quanto pareva, si sbagliava.
Oh, andiamo!
“Dean, cosa c’è?”
Aveva alzato gli occhi, ancora appannati dall’orgasmo che aveva appena attraversato il suo corpo, e si era accorto che Castiel lo guardava con un’espressione che era un misto tra preoccupazione e…ansia.
“Non…andava bene?”
“C…cas…” gli era appena venuto dentro, letteralmente, e gli chiedeva se qualcosa non andava bene? “Io sto benissimo, ma tu…non…”
“Cosa?”
“Non sei…insomma, non ti è piaciuto?” chiese, con il viso rosso di vergogna. Ecco, perfetto, ci mancava solo questa. “Non…che c’è che non va?”
“Non capisco, Dean.” Castiel si tenne sui propri avambracci, cercando di sistemarsi alla bell’e meglio mentre Dean si inginocchiava davanti a lui: “Mi è piaciuto. Mi è piaciuto molto, davvero.”
“Beh…non sembra. Cioè, sembra che la cosa ti abbia lasciato abbastanza indifferente a dire il vero.” abbassò gli occhi: “Insomma, non sei venuto.”
Castiel lo guardò con la sua migliore espressione perplessa.

“Non sei venut…oh, insomma, non hai avuto un orgasmo, non è normale!”
“Non saprei dire. Non ho mai avuto un orgasmo in vita mia, Dean, non ho idea di come sia.”

Ah perfetto. Cos’avrebbe dovuto fare, spiegarglielo? “B-beh…diciamo che quando hai un orgasmo ti senti molto…molto…appagato e…e poi…beh, come minimo quello.” Indicò tra le sue gambe: “Avrebbe dovuto diventare duro. Anche prima che lo facessimo.”
“Ah.”
“Non ti è mai capitato?”
“No. Mai.” Si guardò lui stesso tra le gambe, e aggrottò le sopracciglia: “Sarei scomodo se fosse duro.”
Davanti a quella frase Dean non aveva potuto fare altro che arrendersi e ricadere sul materasso, con la testa nascosta nel cuscino.
 

Ok, Dean Winchester non era poi tanto estraneo al perdere una battaglia. Succedeva. Ma non aveva intenzione di perdere la guerra.
Soprattutto perché si trattava di una guerra a letto, e significava giocare su un campo di battaglia sul quale non aveva mai perso. Perché gli potevano dire di tutto, tutto, ma che non fosse bravo a letto no. Quello non lo accettava.
Solo che non aveva la minima idea di cosa fare.
La prima cosa che gli era venuta in mente era che potesse essere stata “colpa” di Castiel, che probabilmente aveva sofferto di forte ansia da prestazione. Comprensibile del resto, visto che si faceva spogliare per la prima volta in duemila e più anni di vita, per cui ci aveva riprovato. Con qualche aggiustamento, era stato più attento al piacere di Castiel che al suo, ma più o meno sulla falsa riga della prima volta.
E il risultato era stato lo stesso. Lui aveva avuto uno degli orgasmi più soddisfacenti della sua vita – e questo era bene – mentre per quanto riguardava Castiel nonostante spergiurasse che gli era piaciuto, che lo amava, che lo adorava…fisicamente non sembrava essersi divertito per niente. Dean aveva avuto reazioni più significative guardando i cartoni di Topolino in TV.
E questo era male. E ogni volta che succedeva era sempre più frustrante, perché andava bene dire passi la prima, andava bene dire passi la seconda, la terza, la quarta…ma quando si arrivava alla decima no, non andava più bene e non passava più niente. E Dean non sapeva cosa fare né a chi rivolgersi per porre soluzione al problema.
O meglio: c’era qualcuno a cui avrebbe potuto chiederlo. Qualcuno di vicino, qualcuno di fidato. Qualcuno che si trovava nella sua stessa situazione.
Il problema era che era anche l’ultima persona a cui sarebbe mai andato a chiedere aiuto per un problema riguardante il sesso, nonostante lui sapesse. Non gliene avrebbe nemmeno parlato se il problema fosse stato riguardo ad una donna – perché lui non andava a chiedergli consigli sul sesso, non ci sarebbe mai andato. Sarebbe stato uno smacco.
In quel momento si accorse di quanto amasse Castiel, visto ciò che stava per fare per il suo piacere personale.
“E…e allora, con Gabriel?”
Il sopracciglio di Sam si alzò a punto tale da diventare un tutt’uno con l’attaccatura dei capelli, davanti a quelle parole. Dean stava fissando per terra con attenzione, con le labbra rese una specie di sottile riga. Evidente voglia di fare conversazione.

“Scusa?”
“Che c’è di così strano da guardarmi in quel modo?”
“Beh, pensavo non volessi sentire parlare di lui, strano che lo nomini.” Rispose il minore dei due, alzando le spalle. Dean era stato ben chiaro riguardo a quello di cui non voleva parlare con lui, e riguardo a quello che non voleva che Sam gli dicesse. Il suo rapporto con Gabriel era il primo punto della lista. Per prima cosa lui non approvava, non approvava assolutamente quello che Sam stava facendo – non che la cosa interessasse minimamente Sam: ma dov’era la novità in quello? – e suo fratello aveva completamente torto a dire che non era diverso da quello che c’era tra lui e Castiel. Era completamente diverso. Per motivi che non voleva stare lì a spiegargli, ma era diverso.

E comunque sia, non era solo perché non si fidava per niente di Gabriel, ma a Dean dava veramente fastidio il pensiero di sapere che cosa loro due facessero assieme. Non aveva potuto fare altro che instaurare con Sam un tacito accordo per fare in modo di pensarci meno possibile e avere il beneficio del dubbio riguardo alle loro “attività” quando erano da soli, pur rimanendo tranquillo sulla sicurezza di Sam (“dove vai?” “fuori” “quando torni?” “domani” era sufficiente per fargli capire che non voleva sapere niente di più)
“Volevo sapere se andava tutto bene. Sai…b-beh…” si schiarì la voce, con le mani tra i capelli: “A dire il vero dovrei…chiederti una cosa.”
“Riguardo a…?”
“A…a-al…” scostò il piatto: adesso avrebbe vomitato, se lo sentiva. “Riguardo al…sai, quando…soli…capito no?”
“A Sam quasi uscì il pezzo di bacon dalla bocca a sentire quell’ultima parola. Si tenne la gola con la mano e sgranò gli occhi incredulo.
“C…cosa?” gracchiò.

“S-senti…”
“Non vuoi nemmeno sentirlo nominare per sbaglio e adesso vuoi sapere co…”
“No no, senti, non è che voglio sapere che cosa facciate! Già non mi rivolgerei a te per questo argomento nemmeno se stessimo parlando di donne…figurati parlare di te e…lui” grugnì: “Volevo solo sapere se voi due…lo…fate?”
“Certo che lo facciamo.” Brivido di disgusto, anche dato dal fatto che Sam l’aveva detto con la stessa tranquillità con cui aveva ordinato la colazione. “Perché?”

“E-ehm…v-volevo sapere se…se, sai…lo-lo fate in modo…normale? Non hai notato se…” Terra, inghiottimi. Inghiottimi, non me ne lamenterò. Te lo giuro: “Non c’è niente di…strano?”
“Beh, immagino dipenda da cosa intendi dire per strano. In che senso?”
“Nel senso…se…” si morse le labbra. Non poteva dirlo. Non a Sam. Non poteva dirlo e non voleva pensarci. “Se…se lui…sai…”
“Dean, non hai quattordici anni e non mi stai raccontando del tuo primo bacio nel bagno della scuola. Se devi dire qualcosa dilla!” Sospirò Sam spazientito: “Siamo nella stessa situazione tanto, e io non mi imbarazzo!”
“Senti, non è facile parlarne e soprattutto non parlarne con te, ok? Dammi tempo! Si rigirò il coltello tra le mani: “Se…gli…”
“?”
In risposta alla faccia perplessa di Sam alzò lentamente il coltello, e lo mise in posizione verticale sul tavolo a mo’ di spiegazione.

“A-ah…”
“Eh…”
“Beh certo che sì! Altrimenti non…” il minore si ammutolì di colpo, e Dean non volle sapere quale potesse essere il completamento di quella frase. Aveva la bruttissima sensazione che la cosa l’avrebbe portato a pensare a suo fratello piegato su un tavolo con i pantaloni alle caviglie.

“Ma pensavo che le cose andassero bene con Castiel…”
“Infatti per me vanno bene.” molto bene, non riuscì a vietarsi di aggiungere mentalmente: “Ma per lui ecco…no.”
“Non…no?”
“No, e pensavo che fosse una cosa abbastanza…normale, più o meno, ma a quanto pare ero ottimista.” Adesso la sua faccia era tutta completamente viola, ma se non altro anche Sam cominciava ad essere in imbarazzo in quella situazione. Si sentiva come se fossero due ragazzine, esattamente come aveva detto Sam, e stessero confrontando le prestazioni dei fidanzati…

Beh, in effetti era esattamente ciò che stavano facendo, Dio Santo.
“Evidentemente c’è qualcosa che non va in lui.”
“Evidentemente.”
“Mi spiace, ma non posso aiutarti.”
“Pazienza…ma quella frase di prima significa che tra voi due sei tu che…”
Sam tossì con forza, ora anche lui con il viso dello stesso colore del fratello.

“Possiamo parlare d’altro?”
“Ottima idea. Parliamo d’altro.”

--------

Dean era il tipo di persona che, nonostante apprezzasse molto il sesso, non aveva bisogno di grandi stimoli per divertirsi una volta che i vestiti erano volati e si trovava steso nel letto. Certo, ogni tanto un po’ di fantasia era ben accetta, ma la stragrande maggioranza delle volte lasciava tutta la parte organizzativa alla partner. E comunque, poteva farne benissimo a meno.
Ma forse Castiel non era come lui. Anche se era strano da pensare – perché per Castiel il sesso era una cosa sacra, non istinto animalesco ma anche una cosa mentale e spirituale e tanti altri discorsi che comunque, a quanto pareva, non portavano nemmeno ad un’erezione – forse aveva veramente bisogno di qualche…stimolo, almeno per le prime volte, una marcia in più. In poche parole doveva escogitare qualcosa, nonostante già in partenza non gli sembrasse una grande idea – e la faccia angelica di Castiel più la sua espressione innocente confermassero questa sensazione.
Ma non poteva continuare così, e non poteva nemmeno contare sull’angelo per sapere che cosa gli piaceva visto che la sua conoscenza in campo sessuale era a livello di prima asilo. E visto che voleva che Castiel godesse come lui e che era l’unica idea che gli veniva in mente, ci avrebbe pensato da solo.
Con l’aiuto di Becky magari, anche se a sua insaputa. In piena notte mentre Sam dormiva gli sottrasse abilmente il portatile e andò a cercare qualcosa che potesse essere accettabile anche per l’angelo – niente cose schifose o troppo spinte, ovvio, qualcosa di soft. E a quanto pareva Becky e la sua ciurma di pazze scatenate avevano davvero molta fantasia in quel campo.
Se Sam l’avesse visto in quel momento probabilmente si sarebbe fatto delle grosse, grossissime risate, ma per amore (di Castiel, non del sesso) poteva fare anche questo: scorrere un numero imbarazzante di fanfiction su lui e suo fratello – sì, suo fratello – per farsi venire idee perverse da applicare poi sul suo amico angelo – anche lui preso in considerazione da qualcuna di queste tizie, scoprì con sua grande sorpresa.
Qualcuna di queste era completamente pazza. pazza. Qualcun’altra aveva delle idee anche buone…alcune cose erano disgustose. Ma queste quanti anni avevano?
Warning: dirty talk.
Ok, questo suonava bene (e sapeva cosa fosse). Non che fosse un gran oratore a letto, o che la parlantina fosse una qualità che andava specificatamente a cercare nelle proprie partner, ma comunque non gli dispiaceva, ecco. Castiel era molto silenzioso, ma forse tutta la storia della sacralità blablabla lo frenavano.
Molto improbabile, ma magari era così. Magari, sperava, Cas avrebbe collaborato e le cose si sarebbero sistemate per il meglio. Visto che lo faceva per lui, poi, se la cosa fosse stata approvata si sarebbe anche potuto specializzare, considerò mentre baciava il petto di Castiel, che stava sospirando lentamente per il piacere sotto di lui.
“Cas…” sospirò: “Sei bellissimo, lo sai?”
“Grazie.”

“Dico sul serio, non hai idea di cosa vorrei farti. Scoparti così forte da farti urlare, finché non si spacca il materasso.”
“Va bene.”

Sospirò e alzò lo sguardo, con espressione sconfortata, e già la maggior parte della sua intraprendenza andò a farsi fottere non solo grazie alle parole senza un minimo di passione di Castiel nonostante ciò che stava dicendo – anche se ammetteva di non essere nemmeno lui molto convinto, ma anche perché…dai, andiamo, come poteva dire cose sconce davanti a quegli occhioni azzurri che lo guardavano come se fosse l’essere più puro e venerabile che ci fosse su questa Terra e oltre? Era impossibile, sarebbe stato come bestemmiare nel bel mezzo della messa!
“Senti, no, ecco, ho pensato che…beh, sai.” Lo baciò ad occhi chiusi per evitare di guardarlo dritto negli occhi: “Potrebbe essere eccitante se tu mi dicessi cosa vuoi.”
“Mi sembrava fosse abbastanza chiaro.” Cas si sollevò sui propri gomiti, fino ad accarezzare il viso di Dean con la propria mano. “Voglio fare l’amore con te, Dean.”
“S-sì, ecco, ma sai…intendo dire dirmelo in un altro modo.” come si poteva spiegare ad un angelo in cosa consistesse il processo di dire sconcezze a letto? “Tipo come ho fatto prima. Non so, chiedermi di scoparti, o toccarti…cose del genere…” continuò con tono noncurante passando un dito sulle labbra di Castiel, che però aggrottò le sopracciglia.

“Ma lo stai facendo. Perché dovrei chiederti di fare qualcosa che stai già facendo?”
Difficile controbattere davanti a una logica del genere. “Ma non è che deve esserci un motivo…” borbottò: “Solo che potrebbe essere eccitante.”
“Cosa vuoi che ti dica allora?”
“Non eccitante per me, per te! Non so, non…cosa conosci?”
“La Bibbia. E i Vangeli, se ti possono essere d’aiuto.”

Ecco, bene. Aveva vinto il premio come risposta più stupida della serata.
“n…no, decisamente poco invitante. Lascia perdere.”
“Mi sembra una cosa abbastanza stupida da fare, in tutta onestà.” Mormorò, infilando il viso nell’incavo del collo di Dean e riprendendo a baciarlo con devozione: “Non possiamo farlo come abbiamo fatto fino ad ora?”
“Se ti sembra stupido…” sospirò, mente chiudeva gli occhi e cercava di concentrarsi sulle labbra morbide di Castiel per nascondere il proprio disappunto.

Round uno: fallito.

--------

Video. Video a luci rosse. Niente di meglio per eccitarsi velocemente, era la cosa migliore. Per fortuna erano facilmente reperibili nei motel in cui si fermavano, considerò allegramente mentre guardava la tizia in copertina – non aveva preso niente di gay, non si sentiva ancora pronto a valicare l’ultima frontiera. Ma sarebbe andato bene comunque.
Aveva preparato tutto con una precisione degna del cacciatore che era: prima di tutto aveva spedito via Sam – cosa abbastanza facile, visto che evidentemente aveva intuito che cosa stava pianificando ed era spontaneamente scappato. Poi aveva caricato il video sul televisore fino ad arrivare al punto interessante. A quel punto aveva chiamato Castiel, e senza dargli molte spiegazioni aveva cominciato a baciarlo, a togliergli ogni vestito a cui riuscisse ad arrivare e stringerlo a sé.
“Ti va?”
“Sì…” gli prese il viso tra le mani, e Dean lo tirò a sé quasi volesse fargli sanguinare le labbra. Oh Castiel, perché doveva essere così composto e così tranquillo…perché non poteva lasciarsi un po’ andare?
Doveva pensare sempre a tutto lui, sospirò mentre lo costringeva a stendersi sul letto, nel punto esatto in cui aveva progettato di farlo mettere. Di nuovo provò a fare da solo e senza aiuti esterni, ma a giudicare da quanto poco si lamentava della costrizione che dovevano essere i pantaloni la cosa, come al solito, non stava funzionando.
Se erano le maniere forti quelle che servivano era pronto, decise mentre allungava la mano fino ad arrivare al telecomando “casualmente” abbandonato sul materasso. Schiacciò il pulsante play e costrinse Castiel a voltare il viso verso il televisore, mentre gli baciava il collo.
In effetti Castiel si irrigidì non appena notò cosa c’era sullo schermo, ma non nel modo da lui sperato. Anzi, era più preciso dire che tutto si era irrigidito di lui tranne ciò che lui sperava.
“Dean.” Soffiò con gli occhi sgranati: “Il…televisore…”
“Sì, lo so.” gli prese il mento tra le dita e alzò leggermente il viso, così da potergli baciare con più facilità la base del collo: “Ti…hmmf…ti piace?”
“A…a dire il vero…” deglutì a fatica, Dean lo sentì sotto le proprie labbra: “Non molto…Dean...”
“Hnf?” avrebbe voluto concentrarsi su quello che Castiel gli stava dicendo…lui si stava sforzando di concentrarsi su ciò che Castiel stava dicendo, ma era difficile riuscire a pensare ad altro una volta messe le mani su quel corpo. Con quel concerto di ansimi e gemiti poi…oh mio Dio, lui si stava eccitando troppo velocemente, altro che Castiel!

“Non…non ti fa eccitare?” gli chiese, e si sistemò meglio su di lui premendo lentamente il ginocchio tra le sue gambe, sfregando accuratamente. E Cas sospirava, ansimava, ma non abbastanza: i suoi occhi erano incatenati allo schermo, e non in senso buono. Dean avrebbe potuto giurare che stava arrossendo al punto da andare quasi in ebollizione sotto le sue mani.
“V…vuo…oh Cas…vuoi vedere qualcos’altro?” afferrò il telecomando e fece per cambiare, ma Castiel fu più veloce di lui. Si scostò dalle sue braccia e allungò la mano verso il televisore, riuscendo a spegnere il video.
“Oh, andiamo Cas!”
“Preferirei solo che lo spegnessi…”
“M…ma proprio non ti piace? Cosa c’è che non va, è…è perché è eterosessuale? Posso…”
“Non è quello il punto.” Scosse il capo: “Non trovo interessante guardare sconosciuti in quelle situazioni. Non li conosco nemmeno.”
“Ma non è quello il punto.”
“Perché dovrei voler guardare loro mentre sono qui con te?” chiese con tono ovvio, e un sorrisino tradì l’orgoglio di Dean nel sentire quella frase. Ma subito si riscosse.

“Non cambiare discorso.” Borbottò: “Non è quello il punto. Il punto è che dovrà pur esserci qualcosa che riesca a farti eccitare al mondo, no? Fin ora pare che non ne esista nemmeno una!”
“Dean, non è un problema per me. Io sono molto contento per come le cose…”vanno” tra di noi. Anche questo.” posò il viso contro la spalla di Dean: “Adoro quando siamo così esattamente come ora, non ho bisogno di nient’altro.”
“Ma…cioè, ti aspetti sul serio che io faccia finta di niente e ti usi come una specie di buco?”
“Preferirei non essere definito così, ma penso che tu intendessi chiedermi se voglio che le cose continuino ad essere così. In questo caso allora sì.”
“Ma non è giusto! Non è…normale, dovresti sentire qualcosa, cazzo! Invece non hai nessuna reazione fisica, non…non va bene.”
“Non sono pratico di rapporti carnali tra angeli e umani, forse è così che vanno le cose.” Propose Castiel, ma Dean scosse il capo.
“No.” grugnì: “Non è così. Fidati.”

Piegò leggermente il viso. “Allora è colpa mia?”
“N-no…cioè…boh, non lo so…”
“Ma io ti amo.”
“Beh, evidentemente non è abbastanza. Lo so che dici sul serio, ma comunque le cose non dovrebbero essere così. Non è normale.”
Per la prima volta Castiel sorrise.

“Questa non è una novità, Dean.“ osservò, e Dean alzò gli occhi al cielo e si lasciò scappare un sospiro.
Round due: fallito. 

(TBC)

 

Tags: autore: 0countess0, fanfiction, supernatural
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