0countess0 (0countess0) wrote in fanfic_italia,
0countess0
0countess0
fanfic_italia

[Supernatural] Things Go Wrong (2\2)

Titolo: Things Go Wrong (2\2)
Fandom: Supernatural
Personaggi: Dean Winchester, Castiel, Sam Winchester, Gabriel

Pairing: Dean/Castiel, Sam/Gabriel
Rating: NC-17 (stavolta meno leggero)
Prompt: incidente (a buon fine) dalla mia tabella del bingo_italia 

Warnings: sesso tra un uomo e un angelo, sesso descrittivo (vedi prima), […]kink!
Disclaimer: Niente di tutto questo è mio, a parte l’idea della fic. Il resto è all’asta su Ebay
Avvertenze: storia a tematica omosessuale e sacrilega. Se non vi piace, beh, non leggete…
Note: finita, finalmente U,U diciamo che per quanto riguarda questa seconda parte era un esperimento per provare questo kink finale – dal quale capirete ovviamente il prompt che avevo adocchiato al p0rnfest, ma se ve lo dico ovviamente capite subito, quindi pazientate fino alla fine della fic U,U

 


Dire a Dean “no, lascia perdere, non pensare a me”, soprattutto se si aggiungono due occhioni azzurri adoranti, era praticamente come invitarlo a nozze. Il non arrendersi mai era tipico del DNA Winchester, indipendentemente dal fatto che si parlasse di cose importanti o no, e Dean non aveva nessuna intenzione di farlo.
C’era anche da dire che Castiel era decisamente diligente, nonostante continuasse a ripetere all’infinito quando per lui fosse soddisfacente il sesso così come lo stavano facendo adesso. “Non si può sentire la mancanza di qualcosa che non si conosce” gli aveva ricordato con un sospiro, ma non si era sottratto comunque alle mani di Dean e ai suoi tentativi che avevano compreso ogni tipo di perversione sessuale trovata su internet prima della cestinazione frustrata del PC (recuperato prima che Sam se ne accorgesse), ogni posizione compresa nel Kamasutra e oltre, tutto ciò che gli veniva in mente.
Ma sembrava non esserci proprio nessun modo. Forse, semplicemente, Castiel non era fatto per il sesso e non lo sarebbe mai stato, non nel modo in cui lo concepiva lui. Sarebbe potuta andare peggio?
Che domande. Certo che sarebbe potuta andare peggio. Sarebbe potuta andare peggio se la cosa fosse trapelata, in qualche modo.

E ovviamente, visto che poteva, andò proprio così.
Non sapeva il perché Sam l’avesse fatto – forse le sue intenzioni erano anche buone, forse voleva solo prenderlo in giro – sta di fatto che un momento era seduto sul letto con un paletto tra le mani, solo, e il momento dopo il letto fece un rumore come se qualcuno si fosse appena seduto.
“Se non altro nascondi bene la tua frustrazione.”
Sobbalzò, e poi alzò gli occhi al cielo con i brividi lungo le braccia.

“Ma sei scemo?!” esclamò furibondo a mo’ di benvenuto rivolto a Gabriel, che ridacchiò.
“Ci siamo svegliati male a quanto pare…di solito si saluta con un ciao, sai?”

“Di solito non si appare in camera di un altro senza avvertire.” Posò il paletto, e sospirò. “Che ci fai qui, Gabriel? Sam non c’è.”
“Lo so. Me l’ha detto. voi due lavorate un po’troppo, secondo me.” Alzò un sopracciglio: “O almeno, lui lo fa. Come mai chiuso qui dentro?”
“Affari miei. Se sai dov’è allora come mai sei venuto qui?” chiese sgarbato, ma Gabriel non sembrava dell’idea di voler né controbattere né litigare. Guardava Dean con un sorrisino, lo stesso di chi è cosciente di avere un qualche vantaggio rispetto alla persona che ha davanti ed è ancora più divertito dal fatto che l’altro non ne abbia idea.

“Beh, Dean, sono qui per aiutarti.” Rispose, stendendosi sul materasso e fissando il soffitto della stanza con noncuranza: “Tutto qui.”
“Aiutarmi in cosa e perché?”
“Perché mi infastidisce che tu continui a guardare in cagnesco tuo fratello solo perché io e lui…sai…ci scambieremmo i pigiami, se non fosse per la consistente differenza di altezza.” La faccia di Dean si contrasse in una smorfia disgustata, ma finse di niente: “E io e Sam abbiamo pensato che magari dandoti una mano avresti potuto cambiare idea su di me.”
“La vedo molto dura. E come sarebbe a dire tu e Sam?”
“Ok, è un’idea mia, lo ammetto. Diciamo che tuo fratello mi ha dato lo spunto per riuscire a compiere la mia buona azione mensile – che c’è? Ogni tanto anche io mi lascio andare!” disse nell’osservare la posizione delle sopracciglia di Dean, che si alzò dal letto continuando ad affilare il legno del paletto.

“Ti ringrazio per il pensiero, ma non c’è niente che tu possa fare per me. Né per aiutarmi né per piacermi – sul serio, Gabriel, come puoi pensare di avere qualche possibilità di piacermi? Mi hai fatto cadere un pianoforte in testa e scopi mio fratello!”
“Beh, tu mi hai piantato un paletto in mezzo al cuore e scopi mio fratello, per cui abbiamo già qualcosa in comune, no?”
“E’ diverso. E io non pretendo né voglio piacerti, motivo per cui fingo di non sapere nemmeno della tua esistenza.” Disse continuando a stare con la schiena rivolta verso di lui, senza poter quindi vedere il sorrisino sulle labbra dell’Arcangelo, che fece schioccare la lingua.

“Allora…il mio fratellino ti crea qualche piccolo problema, eh?” chiese con noncuranza, e non ridere nel vedere tutti i muscoli del corpo di Dean che si irrigidivano a quelle parole fu veramente un’impresa. Ancora di più quando vide l’espressione del cacciatore una volta che questo si fu voltato, un misto di vergogna e puro terrore.
Piccola rivincita personale.
“Come fai a saperlo?” sibilò Dean, con la voce così debole da essere a malapena udibile. Gabriel ridacchiò.
“Secondo te?”
Lo uccido. Lo uccido e lo faccio a pezzi – non troveranno mai il corpo, mai.

“C..come fai a sapere che…”
“Che a Castiel non gli si…? Beh, sai, parlando tuo fratello ha tirato fuori l’argomento per sapere se potevo aiutarti…così eccomi qui.” allargò le braccia: “Cosa potresti volere di più?”
“Non voglio parlarne con te.” la mano stringeva convulsamente il paletto: “Non voglio parlarne con nessuno. Meno che mai con te. E a proposito, scordati di avere ancora incontri di un certo tipo con mio fratello, perché penso proprio che stanotte glielo taglierò nel più doloroso dei modi.”
“Oh, su, cerca solo di darti una mano. Certo, dev’essere umiliante per te, La considererei una vergogna quasi insopportabile dover ricorrere ad aiuti esterni per un problema del genere…soprattutto se pensi che è un problema che hai solo tu.”
“Se non te ne vai penso che riconsidererò il mio piano ed ammazzerò tutti e due….”

“Oh, avanti! Posso aiutarti, dico sul serio! Pensavo fossi disposto a tutto.” Schioccò le dita, e in un battito di ciglia il suo aspetto si tramutò in quello di Castiel, anche se con un sorriso fintamente supplichevole sul volto: “Pur di farmi contento, no?”
“Non prendere l’aspetto di Castiel! E va bene…e va bene, tanto ormai lo sai.” Inutile protestare ormai, no? quello che non voleva era che lui lo sapesse, non che lui non lo aiutasse...

Oh, ma possibile che amasse così tanto Castiel da arrivare a qualcosa del genere?
“E va bene. Tanto già vi immagino mentre ve la ridete alla grande pensando a noi due…”
“A dire il vero quando siamo insieme abbiamo cose più interessanti da fare che non sia parlare di voi due.” Dean si morse le labbra, con un conato di vomito impellente all’idea. Cambiare argomento, subito. “Allora, il mio aiuto lo vuoi o no?”
“Come potresti aiutarmi? Cosa ne sai tu di qual è il tuo…suo problema? Oh, ma puoi smetterla di usare il suo aspetto?”

“E’ divertente. E comunque sia, considera che io ho a che fare con qualcuno di attraente, per iniziare.” “Senti…”
“Ma quelli sono gusti…a parte quello, non spaccarti troppo la testa. La cosa è più semplice di quello che probabilmente pensi.” Sorrise, e prese un tono fintamente dolce: “Trattami bene, Dean…devi avere cura di me.”

“Senti, non so cosa facciate tu e Sam, ma ti assicuro che io lo tratto più che bene. Anche se dirlo a te mi fa salire la bile fino in gola.”
“Oh, fidati di me! Almeno in questo.” sorrise: “Dovresti sapere che sono un esperto.”
“Ma io non voglio sapere che tu sei un esperto. Non voglio né saperlo né immaginare come tu lo sia diventato, quindi non dirlo più. E comunque, non mi stai aiutando.”
“Mani. Fai scorrere un po’ le mani Dean, noi angeli “percepiamo” in modo diverso dagli umani anche in questo senso - persino la nostra anatomia è diversa. E non intendo sempre nei soliti noiosi posti – lo so che la tentazione è irresistibile, ma varia un po’ se vuoi far felice il mio fratellino.”
Aprì la bocca per protestare, ma visto ciò che sarebbe andato a dire decise di richiuderla. Mani? A quanto ricordava aveva esplorato la maggior parte del corpo di Castiel senza problemi, e senza nessuna particolare reazione… “Un aiutino?”
“Non chiedermi aiutini, non è un gioco a premi. Del resto, non è che tu mi stia poi così simpatico da spiegarti tutto per filo e per segno.” Sorrise, e Dean sospirò.
“E allora perché lo stai facendo, scusa?”
“Perché la tua faccia in questo momento è uno spettacolo impagabile. E perché quando dirò a tuo fratello quanto sono stato bravo nel volerti aiutare sarà molto più facile convincerlo a inginocchiarsi.”

Più Dean lo guardava, più gli sembrava che il paletto che aveva in mano fosse fatto per essere piantato in metto al petto di Gabriel.

Dean riuscì a calmarsi solo dopo aver pensato a mille e uno modi per uccidere dolorosamente Sam – tutti estremamente allettanti – e quasi dimenticò il fulcro della conversazione, almeno finché non si ritrovò nella solita, deprimente situazione. A quel punto le sue parole gli risuonarono in testa, quasi distraendolo dai baci che Castiel stava posando sul suo petto con dolcezza.
“Va tutto bene?” chiese perplesso, e il cacciatore fece un debole cenno di sì con il capo.
“Oh sì. E vorrei che anche tu stessi bene quanto me.” disse con tono acido, e l’angelo sospirò, posando la testa sul suo petto.
“Io sto benissimo.” Baciò il volto di Dean, torturandogli il petto di modo da distrarlo da quell’inutile pensiero – con successo, perché l’altro sospirò, passandogli una mano tra i capelli mentre scendeva lentamente lungo il suo addome fino ad arrivare all’ombelico e solo quando fu lì riuscì a fermarlo, facendogli alzare la testa.
“Non…adesso.” Riuscì a biascicare. “Prima voglio provare qualcos’altro, se non ti dispiace.”
“Dean, senti…”
“Tranquillo.” gli prese il braccio così da tirarlo a sé e cominciò a baciarlo sulle labbra, pur essendo difficile concentrarsi con la lingua di Castiel contro la sua.

Cercò di ricordarsi quali punti aveva solitamente tralasciato – anche se era praticamente certo di conoscere il corpo di Castiel alla perfezione – mentre facevano sesso. Provò ad accarezzargli il collo con attenzione – davanti e dietro – le gambe, le braccia…qualsiasi cosa, fino ad arrivare alla schiena che cominciò ad accarezzare con attenzione, dal basso verso l’alto…
Non si aspettava assolutamente di sentirlo gemere contro la sua bocca in quel modo, quando arrivò più o meno all’altezza delle scapole. Era un gemito troppo forte per essere provocato dalle semplici carezze. Lo sentì sobbalzare all’improvviso e arpionargli le spalle, come se avesse appena preso una scossa, e poi guardarlo come se non riuscisse a capire che cosa gli stesse succedendo.
Non poteva esserne sicuro, ma…
“Tutto bene?”
“Non lo so.” strinse le spalle, infastidito: “L…le ali.”
Ah già. Le ali, pensò Dean prima di rendersi conto della possibilità che le due cose potessero essere in qualche modo…collegate?

Aveva parlato della anatomia degli angeli?
“Ti ho fatto male?” chiese con circospezione, con l’idea che cominciava a formarsi nella sua mente, e Castiel scosse la testa.
“No.” rispose subito, senza nemmeno pensarci. No che non gli aveva fatto male. Anzi…era stata una delle sensazioni più strane che avesse mai provato, ma anche una delle più piacevoli, considerò.

“Non capisco. Nessuno ha mai toccato le mie ali, ma…”
“Beh, non è necessario che tu lo faccia. E se non ti ha fatto male, allora la considero una cosa decisamente interessante.” Dean sorrise, avventandosi nuovamente sul collo di Castiel, senza smettere di baciarlo prima di sentire le mani dell’altro sul petto che tentavano di spingerlo via.

“Dean, aspetta…” provò a fermarlo, in qualche modo, perché non aveva nessuna voglia di sentirlo di nuovo borbottare perché non andava bene, non era così, no e no quando invece le cose andavano benissimo.
Ma ebbe giusto il tempo di aprire bocca, prima che l’altro lo zittisse con un bacio, continuando a massaggiarlo in quel punto con decisione.
Castiel non riusciva a capire. Non aveva mai provato nulla del genere, nonostante fino a quel momento avesse comunque provato un certo piacere nei suoi rapporti con Dean. Ma se prima il piacere c’era ed era rassicurante e confortevole, ora questa nuova sensazione era…più forte, profonda: come se la sentisse direttamente nelle ossa. Cominciò a sudare, a sentire il battito del proprio cuore sempre più veloce e affrettato, così come il respiro.
Chiuse gli occhi e cercò di controllarsi come possibile, mentre si rendeva conto che stava seguendo quasi senza accorgersene le carezze di Dean, strusciandosi contro il suo corpo per metà…eccitato – perché gli sembrava che quello che stava provando corrispondesse alla descrizione dell’eccitazione che Dean gli aveva dato – e per metà confuso.
“Dean…oh!” si morse di nuovo le labbra, trattenendosi con difficoltà dall’urlare: “D-dean…non dovrei…non è normale…”
“No, questo è normale, è così che devono andare le cose.” Gli succhiò il labbro inferiore dolcemente, e Dean pensò che non era mai stato così contento di sentire qualcuno gemere in quel modo. Era strano doverlo toccare lì e non tra le gambe, ma del resto…si poteva abituare. Ne sarebbe valsa la pena anche solo per vedere Castiel ansimare in quel modo e con quell’espressione (adorabilmente) preoccupata, senza che nemmeno si rendesse conto di quel che stava succedendo e aggrappandosi alle spalle di Dean come se fossero la salvezza – chissà da cosa, poi.

Sarebbe stata una visione sufficiente per farlo venire in quel preciso momento – certo, avere il proprio membro che strusciava contro la sua coscia dava un considerevole aiuto, comunque…
“Sembra un po’ di giocare ai videogames.” Scherzò, premendo e sfregando con più insistenza, godendo nel sentire il respiro di Castiel che si faceva più lento, o più affannoso, a seconda del ritmo delle sue mani: “Ma ti piace, vero?”
“Sì…”
“Ancora?”
“A…ancora…” biascicò, e fece cenno di continuare con il capo mentre nascondeva il viso contro il suo petto. Certo, certo che gli piaceva. Più Dean continuava più diventava la cosa più piacevole – anzi, fantastica – che gli fosse mai successa, pensò quando Dean lo costrinse ad alzare il capo e baciarlo dolcemente. Anche quando Castiel s’inarcò improvvisamente, sentendosi come se improvvisamente fosse…esploso tutto d’un colpo il piacere che stava provando.

“Tutto bene?”
L’angelo fece cenno di sì con il capo, con il corpo scosso dai brividi. Eppure nonostante questo e nonostante ogni volta che veniva sfiorato non potesse fare a meno di sobbalzare non pensava, in duemila anni di vita, di essersi mai sentito così bene.

Davvero, non riusciva a capire perché questi rapporti fossero così malvisti, dopotutto.
“Ecco, questo è un orgasmo.” Disse Dean, con la voce di chi spiega cos’è il sole a un bambino delle elementari. Si stese sul letto, facendo cenno a Castiel di fare altrettanto e sorridendo, quasi divertito.
“Che c’è?”
“Pensavo che se non avesse funzionato avrei anche potuto gettare la spugna.” Disse con un sospiro, e Castiel aggrottò le sopracciglia. In effetti lui non aveva idea di quello che sarebbe successo se Dean avesse fatto così, e quindi…

“Come ti è venuto in mente che…”
“B-beh...semplice intuizione. Mi era venuto in mente che sarebbe potuto funzionare, così ci ho provato.” Gli baciò le labbra: “Devo dire che è stato un piacere.”

“Grazie.”
“E di cosa?”
“Grazie per averci provato così tante volte. Non era tuo dovere.”

“Invece sì. Anzi, trovo che sarebbe anche meglio controllare di nuovo, sai…non si sa mai. Nel caso…”
“Forse hai ragione…”
“Dammi solo un attimo e poi sono da te.”

“Si può sapere cosa ci può essere di più interessante di me, al mondo?”
Sam sospirò, lasciando nuovamente cadere sul bracciolo il telefono.
“Niente.” rispose pigramente: “Dean.”
“Ma non era con il suo fidanzatino?”
“Lo pensavo anche io.” Rispose, e rilesse il messaggio con più attenzione, perplesso: “E…non so se sia diretto a te o qualcun altro, ma credo che ti voglia ringraziare. Anche se comunque, qualsiasi cosa voglia dire, non gli va giù lo stesso.” Cercò spiegazioni nello sguardo di Gabriel, che però sorrise semplicemente senza spiegargli nulla.

“Cosa dovrebbe essere successo, esattamente? Conoscendolo non ti avrebbe ringraziato nemmeno se tu gli avessi salvato la vita.”
“Infatti ho fatto di meglio. Gli ho risolto un…grosso problema che gli impediva di dormire, anche se non penso di aver comunque ottenuto la sua eterna gratitudine…”
“Intendi…ah. Ok, ho capito.” Rimase un attimo in silenzio, pensandoci su. Poi aggrottò le sopracciglia.
“E perché l’avresti fatto?” chiese, e l’altro fece una smorfia.
“Questo vostro pensare che io non possa provare empatia è abbastanza seccante. Ovviamente l’ho fatto per far sì che lui fosse meno stressato e irritante – più di quanto non lo sia di suo intendo – e che in questo modo anche tu potessi stare meglio.”
“Scusa se te lo dico, ma non è una risposta credibile.” Sorrise divertito: “La tua generosità lascia un po’ a desiderare. Non ha niente a che fare con possibili ringraziamenti?”

“Beh…diciamo che se tu ti sentissi così buono da ringraziarti per il grande favore che ti ho fatto, non vedo perché dovrei rifiutare qualsiasi offerta tu potresti farmi.”
“Mi sembrava strano.” Scosse la testa: “Dimmi solo una cosa: come mai tu non hai avuto bisogno di…sai…di cose particolari, qualsiasi cosa Dean abbia dovuto fare a Castiel – e non voglio sapere che cosa?”
“Sono in questo corpo da più di un millennio, Sammy. Ormai la mia percezione è simile alla vostra, solo molto più acuta – anche perché, modestamente, da questo punto di vista sono decisamente un esperto.”
“Su questo nessuno ha dubbi.” Incrociò le braccia: “Sentiamo: quale sarebbe la ricompensa adatta al tuo gesto generoso e ovviamente disinteressato?”
Gabriel sorrise di nuovo, quasi con un ghigno.

“Hai presente quel DVD che hai trovato in camera di tuo fratello?”

 

Tags: autore: 0countess0, fanfiction, supernatural
Subscribe
  • Post a new comment

    Error

    Comments allowed for members only

    Anonymous comments are disabled in this journal

    default userpic

    Your IP address will be recorded 

  • 3 comments