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[Black Swan] A swan song (for Nina)

Titolo: A swan song (for Nina)
Fandom: Black Swan
Personaggi: Nina Sayers (Odette, Odile), menzione di Lily, Thomas Leroy, Beth MacIntyre
Rating: PG13
Conteggio Parole: 1560 (Word)
Note: Spoiler su tutto il film e sul finale del balletto Swan Lake, accenni alla tematica masochista.


A swan song (for Nina)



Odette si immobilizza quando un vento gelido e sottile comincia a soffiare, gelandole il viso e le braccia. Conosce bene la forza di quel soffio soprannaturale, e sa che non si può opporre alla sua volontà. Rothbart è vicino, l’alba è prossima, l’acqua del lago si tinge di rosso. Oltre le spalle di Siegfried, Odette vede profilarsi la figura del mago, con la mano protesa verso di lei. Quell’imposizione è troppo forte, per le sue ossa così fragili, e lei si abbandona alla volontà dell’incantesimo che la strappa dalle braccia del suo principe. Mentre il vento comincia ad arruffare le piume che spuntano dalla sua pelle, sbocciando come fiori bianchi, Odette si alza in volo verso Rothbart assieme alle sue compagne, ma il suo cuore canta con tutta la voce che ha la sua gioia, perché Siegfried la ama, perché presto sarà libera.

Quando Nina alza le braccia, immagina di compiere i suoi ultimi passi sull’acqua, mentre si allontana da Siegfried e da Rothbart, diretta verso l’orlo dello strapiombo. Ripensa alla storia del balletto, di come i genitori di Odette abbiano pianto così tanto la scomparsa della figlia da creare un lago con le loro lacrime. È il dolore che la trascina, è il male che la strappa via dal mondo. Sincronizza i movimenti delle sue braccia con quelli dell’insegnante, e pensa a voti di fedeltà infranti, a fanciulle trasformate in cigni, ad una forza maligna che modella e crea a suo piacimento, trasformando il bianco in nero, rendendo possibile lo scambio di ruoli fra la gamella pura e fragile e la sua metà più scura e perversa. Condannando Odette a cercare la sua libertà, dopo averla cercata nel viso del suo amore, fra gli abissi di un dirupo.
L’insegnante le dice di sembrare più disperata. Lei alza gli occhi per un attimo solo. Pensa al bruciore alla spalla che non le dà tregua. Alle forbici che le sono sfuggite di mano, quella mattina, mentre si sistemava le unghie dei piedi, e che le si sono conficcate nell’alluce. Al cerotto che si è messa, dopo aver asciugato il sangue sulle piastrelle con strati di carta igienica, con il terrore che sua madre potesse entrare e vederla, e sospirare ed arrabbiarsi e a dirle Nina, santo cielo, l’hai fatto un’altra volta. Percepisce, al centro del petto, uno strappo brutale.

Odile cammina a testa alta, tenuta per mano da Rothbart. Si inchinano alla regina ed al principe, e la ragazza nota, nello sguardo di lui, una scintilla di sorpresa. Ballano, in mezzo ad una folla silenziosa; Odile piroetta ed invita, le altre giovani la guardano, Siegfried insegue la sua scia, affascinato, cerca di catturare un briciolo di quella che crede essere la sua amata Odette, corazzata di nero e così diversa da quando l’ha vista sulla riva del lago, mentre piangeva il proprio dolore fra le increspature di una luna riflessa. Lei compie un passo dopo l’altro, le sue fouettés cancellano l’immagine del biancore dalla mente del principe, e mentre le fiamme delle torce le passano davanti agli occhi, vorticando tra note che ormai non sente più, Odile sorride.

Ha fatto di nuovo quello stupido sogno. Ci sono ancora lei e Thomas, Odile ed il principe, come quella volta nella palestra; ma stavolta lei danza come lui desidera, è morbida e sensuale come il cigno nero, è lei che sfugge e che seduce, che con i suoi gesti tesse la tela che lo imprigionerà nella promessa di un voto da cui non potrà sfuggire più. Sente appena, nel sogno, le mani di lui toccare le sue, mentre Thomas guarda ogni suo passo con cura, con affetto, con desiderio. Solo alla fine Nina si lascia quasi baciare la mano, per poi ritrarla subito, ridente e con un lampo di gioia oscura negli occhi.
È così che dovrebbe essere. È così che lei dovrebbe ballare la sua Odile. Inseguita, desiderata, voluta, in un fruscio di tulle, nera con le labbra truccate di rosso, le dita di Thomas che seguono la linea della sua spalla e del suo seno inesistente mentre la bacia, la pressione quasi insopportabile e le grida che cerca di trattenere nel fondo della gola.
Il ricordo di quel pomeriggio brucia così tanto che lei apre gli occhi, annaspando fra la soglia del risveglio e quella del sogno, mentre un residuo di calore interno le arroventa ancora la spina dorsale. Sua madre, gridando oltre la porta, le dice che la sua colazione è pronta. Affondando la testa nel cuscino per asciugare le lacrime, Nina sente di odiarla più che mai.

Odile si lascia prendere docilmente, le dita del principe strette sulle sue, e lui la presenta alla madre ed agli invitati come la sua nuova regina. Siegfried si gira verso di lei porgendole un mazzo di fiori d’argento, segno tangibile della sua promessa d’amore. Odile le accetta, le labbra appena schiuse. Questa è la sua vittoria sulla sua gemella, così eterea e candida, così sciocca da aver dato il suo cuore ad un uomo che si fida di ciò che vede, non di ciò che prova. La sua risata scuote la sala. Il cuore di Siegfried, lei lo vede bene, vacilla per il dubbio, quando la risata di Rothbart si unisce alla sua, ma ormai è troppo tardi.

Rimane a guardare, senza fiato, Lily che balla la sua musica, al suo posto. Osserva i movimenti delle braccia, così simili a quelli del cigno bianco ma infinitamente più carichi, ogni vertebra della spina dorsale visibile mentre la sua schiena si curva in un arco perfetto quando David la solleva fra le braccia. Lily balla senza peso, senza finzione, senza sforzo. Perfetta, dice a se stessa. Deglutisce più forte per sciogliere il nodo che la sta soffocando quando si accorge dello sguardo di Thomas, fisso su Lily. La rabbia, non del tutto dimenticata, ha la forma di un vapore che le cala addosso, quieto ed appiccicoso.
Dopo, mentre balla, capisce per la prima volta che cosa le abbia voluto dire Thomas, con i suoi rimproveri ed i suoi sguardi di ghiaccio. Sente i suoi arti come se fossero di gesso. Il suo corpo ripete i passi come una macchina bene oliata. È ancora intrappolata dentro la forma innocente di Odette, manca della libertà del cigno nero, manca del suo essere imprecisa e straripante, che catalizza su ogni centimetro della sua pelle il mondo intero.
Quando cerca lo sguardo di Thomas, vede che i suoi occhi sono ancora puntati su Lily, e quelli di lei su di lui. Improvvisamente, ha voglia di mettersi ad urlare. Vuole andare da lui, schiaffeggiarlo, dirgli: non capisci che quella stronza vuole il mio ruolo? Vuoi che ti faccia un disegno? Sei davvero così stupido oppure stai solo calcolando il tempo che impiegheremo per toglierci tutti dalle palle, così potrai scopartela in santa pace?
Vorrebbe farlo, ma non dice niente. Le sue labbra rimangono immobili, e solo una leggera contrazione agli angoli, che nessuno nota, tradisce ciò che pensa. Dopo, metterà il rossetto, gli orecchini, il lima unghie di Beth in un sacchetto, e glieli ridarà. Quando glieli ha presi, voleva sentirsi uguale a lei. Ora che è davvero uguale a lei – ora che è invidiata, sola, disperata, rotta come lei – non vuole più nulla.

Odette si sente strattonata da una parte e dall’altra, dalle braccia del suo principe a quelle di Rothbart, mentre il suo corpo perde sensibilità, come se l’avessero immersa nel ghiaccio. Non potrà più tornare umana, dopo questa notte. Le piume che brulicano sotto la sua pelle saranno eterne fino alla sua morte. Ma Odette non piange, non incolpa Siegfried per ciò che ha fatto, guarda la superficie dell’acqua con un vuoto nell’animo. Si libera dalle mani del mago, scivola oltre le sue compagne, che attorniano il suo corpo ormai morente cercando di farle coraggio, e corre verso il bordo dell’abisso che si apre alla fine del lago. Ripensa ad Odile, la sorella che le ha rubato, con il suo inganno, la vita e l’amore.
La via che le è rimasta è una sola, e questo è il suo destino. Il suo cuore ha smesso di sanguinare, ed anche lui si rimpicciolisce, agonizzante, su se stesso. I suoi piedi toccano appena le rocce, mentre il sole comincia a sorgere e le sue braccia diventano ali.


Mentre stende il primo strato di trucco bianco sulle guance e sulla fronte, Nina pensa che sarà magnifica. Ha vinto. Lily rimarrà sempre la sua ombra, ma non sarà mai la regina dei cigni. Thomas si fida di lei. Lei, che ha trovato la forza di strappare la maniglia dalle mani spezzate di sua madre e di presentarsi in tempo. C’è la sua faccia sui manifesti, e c’è il suo nome, ma sarà capace di liberarsi di se stessa, quando vestirà i panni di Odile. Sarà come Lily, più di Lily. La sua interpretazione sarà ricordata negli anni. Sarà meravigliosa. Thomas sarà orgoglioso di lei. Sua madre sarà orgogliosa della sua bambina che è arrivata là dove lei ha sempre sognato.
È il suo momento. È il cigno che comincia a cantare. E sarà perfetta.
Quando qualcuno bussa alla porta del camerino e le dice che mancano pochi minuti all’alzarsi del sipario, Nina si stira all’indietro sulla sedia, muovendo i piedi palmati dentro le scarpette, e chiude gli occhi.

… e Odette si getta nel dirupo, ancora accecata dalla luce del sole nascente.








Che c'è da dire? Ho visto il film e me ne sono innamorata. Sarà che sento una particolare simpatia per Nina, sarà che ho adorato la musica, ma mi sono ripromessa che prima o poi avrei tentato di scrivere un piccolo tributo al film. Ed ecco qua. Ne ho approfittato per togliermi di dosso mesi di ruggine. Alcuni dettagli li ho presi dalla descrizione di Swan Lake presenti su Wikipedia, come, ad esempio, il dettaglio dei genitori di Odette. Spero che Tchaikovsky non venga a reclamare la mia testa per essermi presa la libertà di giocare coi suoi personaggi. Sigh. Ma perchè, di tutti i finali esistenti, il film doveva scegliere uno dei più dannatamente angst?
Uhmmm, qualcuno noterà che non c'è nessun riferimento alla serata che Nina e Lily passano assieme. Mi dispiace, ma il femmeslash lo digerisco davvero molto male, perciò mi sono limitata a guardarlo molto alla lontana ed ad accentuare il rapporto Nina/Thomas. Niente mi toglierà dalla testa che Nina sia innamorata persa di lui. E, dopo aver visto il film, posso capire perchè la Bellucci se l'è sposato. Che fascino che emana quell'uomo, ragazzi!
Tags: autore: dark_loveless, black swan (2011), fanfiction
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